corso di disegno
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Iniziare un corso di disegno e di pittura on line è un'impresa alquanto difficile se non impossibile. La mancanza del rapporto diretto tra allievo e maestro è uno dei fattori inibitivi per la formazione e l'apprendimento di una disciplina come la pittura. Ciononostante farò di tutto affinché otteniate il massimo e per trasmettervi l'amore che io nutro per questa forma d'arte (pittura ad olio). Il corso sarà articolato su una serie di pagine che introdurranno nozioni di disegno e pittura, in modo succinto sarà spiegato come iniziare a disegnare e quindi dipingere. Riporterò procedimenti e tecniche che utilizzavo d'adolescente e che ritengo ottime per l'apprendimento. In un prossimo futuro assocerò a queste pagine delle lezioni video. Le mie lezioni porteranno gradualmente l'allievo a muovere i primi passi verso un mondo a lui sconosciuto, ma che presto troverà familiare e ne conquisterà i segreti. Sappiate che il segreto nel diventare un buon pittore consiste nel tempo che egli dedica alla pittura. Dipingere almeno tre ore al giorno significa indurre in un modo naturale e spontaneo una crescente bravura in noi. In ogni disciplina la volontà ne determina la riuscita, se siete motivati finirete senz'altro col riuscirci. L'allievo volenteroso che vuole avviarsi al maestro introdurrà (in sé: organi di comunicazione, di movimento e di pensiero) i concetti e le nozioni del disegno e della pittura, li mediterà con la propria anima al fine di esternarli sul foglio o sulla tela attraverso lo spirito (coscienza, intuizione, comunione). Materia prima per la produzione della matita è la grafite, una forma di carbonio naturale creatosi, come il carbone, in epoca preistorica. Scoperta intorno al '500 nel Cumberland, originariamente la grafite era usata per fabbricare palle di cannone. Il suo uso come materiale da disegno era invece limitato, data la sua estrema friabilità. Bisognò arrivare alla fine del '700 per ottenere una grafite "solidificata" con argilla, corrispondente al prodotto oggi comunemente in uso. L'emisfero destro, invece, possiede tutte quelle competenze e capacità che non possono avere un'applicazione pratica, che utilizziamo raramente e quasi mai per libera scelta, da qui nasce la sua pigrizia. La capacità propria di questo emisfero è l'intuitività, cioè la possibilità di arrivare alla soluzione di un problema piccolo o grande che sia quasi per caso, la classica lampadina che si accende nella mente, esperienza gratificante ma non programmabile. Ancora più specifica dell'emisfero destro è la capacità di vedere correttamente le forme nello spazio e la relazione tra forme-spazio senza classificare e dare nomi. Provate a prendere in mano un temperino, sentirete l'emisfero sinistro che comincia a dare una serie di informazioni del tipo "è un temperino, serve per fare la punta alle matite, è di ferro, ha una lama, ha la forma di un parallelepipedo, è lungo, etc." tutte informazioni utili, ma che non servono per saperlo disegnare. Sia che venga chiamato "temperino" o "Pippo" non vengono cambiate le caratteristiche che servono per disegnarlo. Ecco che entra in gioco l'emisfero destro che invece è in grado di vedere la linea ideale (nella realtà la linea non esiste, si tratta di un'astrazione della nostra mente che ci permette di realizzare l'oggetto desiderato, per questo è definita linea ideale) che delimita l'oggetto, è in grado cioè di vedere le relazioni di proporzione tra l'oggetto e le sue singole parti senza dare un nome, possiede dunque quelle caratteristiche che ci servono per poter osservare correttamente e quindi disegnare. Occorre svegliarlo e stimolarlo, mettendo in difficoltà l'emisfero attivo (sinistro), permettendogli così di entrare in azione. Immagini come questa si chiamano ambigue perché possono essere guardate in due modi: il nero rappresenta una coppa o un vaso, il bianco due profili. Ora provate a copiare l'immagine, mentre fate il primo profilo vi aiuterà l'emisfero sinistro (dando informazioni e nomi di quello che state disegnando), ma nel secondo profilo avrete bisogno dell'emisfero destro per riflettere il primo.Un esercizio più avanzato può essere quello di copiare volti o parti di anatomia al contrario cioè con la foto rovesciata. Mentre disegnate, ricordate di non dare nomi ma fare riferimento alla linea ideale che dà l'emisfero destro. Prendetelo come un gioco, se riuscirete a rilassarvi sarete sulla buona strada. L'esercizio si può variare cambiando il verso delle sfumature (da destra a sinistra, dall'alto al basso). Ovviamente anche questo esercizio sarà eseguito con una sola matita e senza l'uso della gomma (se usata con parsimonia si può concedere la gomma pane). Chi vuole imparare a disegnare dovrà innanzitutto impratichirsi delle possibilità di utilizzo della matita.Le matite si classificano per la "durezza" della mina: L'anatomia Per un disegnatore di fumetti più che per un'artista generico è indispensabile saper disegnare correttamente il corpo umano, solo partendo da questa base infatti si potrà ricercare successivamente un proprio stile. La ricerca deve essere una continua esperienza, solo continuando a disegnare ci si può perfezionare sempre più, conseguendo risultati che nemmeno pensiamo di poter raggiungere. Occorre avere molta costanza e fiducia. Bisogna cercare di osservare tutto quello che ci circonda prestando attenzione alla voce dell'emisfero sinistro, e permettendo a quello destro di memorizzare particolari, linee, forme che possono stimolare la creatività. La rappresentazione di un oggetto presuppone una conoscenza precisa dell'oggetto da rappresentare; e questo vale anche nel caso in cui lo si voglia semplificare, stilizzare o deformare. Quindi anche in questo caso identificheremo i tre trapezi che costruiscono il cubo. corso base di disegno cerchi esagoni ottagoni ed altro Proprio per questo prima di partire disegnando il vostro personaggio è necessaria un'ottima conoscenza del corpo umano, delle sue proporzioni e misure. È molto importante imparare a disegnare la figura umana seguendo un modello, uno "standard". Accademia di Belle Arti di Bologna. Scuola libera del nudo La scuola libera del nudo si basa esclusivamente sul disegno dal vero con modello vivente e non prevede nessuna prova d'ammissione. La frequenza alla scuola libera del nudo è libera e non sono previsti esami finali al termine dell'anno Accademico frequentato. Il numero di iscrizioni è limitato ad un numero massimo di 45 studenti e ciascun iscritto potrà rinnovare la propria frequenza alla scuola per un massimo di 4 annualità. Agli iscritti della scuola libera del nudo è concesso esclusivamente l'accesso al proprio corso e a nessun altro corso presente in Accademia. Sotto trovate la figura del corpo umano divisa in 8 parti uguali, che corrispondono alla misura che va dal cranio al mento, questa divisione "ideale" è stata raggiunta con degli studi approfonditi nel Rinascimento. La testa in questo caso serve come modulo base ed è importante che ci siano le giuste proporzioni tra testa e corpo. Un buon esercizio iniziale è di copiare tale e quale la figura riportata, disegnando prima le righe dello schema a mano libera. Per dare al disegno le giuste proporzioni potete anche partire dallo scheletro, aggiungendo poi i muscoli e tutto il resto fino ad arrivare alla figura proporzionalmente perfetta. Accademia di belle arti Firenze Anche se è un lavoro noioso, dovrete copiare e copiare ancora l'anatomia e lo scheletro umano fino alla nausea. Soltanto così inizierete a familiarizzare con le proporzioni della figura umana! EE (morbidissima, grazie a essa si può ottenere un tratto nero molto intenso), EB, 6B, 5B, 4B, 3B, 2B, B,HB (media), F, H, 2H, 3H, 4H, 5H, 6H, 7H, 8H, 9H (durissima, particolarmente adatta per disegni tecnici). In base al disegno che si vuole eseguire si può scegliere la durezza della matita. Non tutti i negozi che trattano articoli da disegno hanno la serie completa, anche perché il disegnatore esperto in genere utilizza solo due matite: una morbida per i disegni artistici e una dura per i disegni tecnici. La scelta di queste due matite è effettuata in base alla "mano", ovvero alla pressione naturale che noi diamo al tratto disegnando. Lapis o Portamine? Di solito in commercio si trovano due tipi di matite: il cosiddetto lapis, formato da un cannello di legno che contiene la mina, e il portamine metallico con mine intercambiabili. Le matite in legno possono essere esagonali o rotonde: le prime permettono una più sicura impugnatura (l'indice appoggiato su uno dei lati e il pollice su altri due), le seconde sono più maneggevoli se si devono eseguire tratteggi che presuppongono posizioni diverse della punta della matita. Le matite metalliche o portamine sono molto pratiche poiché possono essere ricaricate. La classificazione delle singole mine è identica a quella delle matite di legno. È possibile trovare anche matite di metallo per mine grosse, per le quali consigliamo di utilizzare gli appositi prolungatori che facilitano l'impugnatura. Non deve essere sottovalutata l'importanza della punta della mina. Una punta perfetta aiuta a disegnare correttamente e al massimo delle proprie possibilità. Se si usa la matita, lo strumento più ovvio per "fare la punta" è un buon temperamatite a rotazione, ma il disegnatore professionista impiega la lametta, al fine di ottenere la cosiddetta punta a lancia. In genere la punta deve essere piuttosto lunga ma senza esagerazione, in modo da evitare che si rompa facilmente per la pressione esercitata. Tuttavia in alcuni casi può rendersi necessaria una punta un po' più lunga del solito, per esempio quando la matita deve essere tenuta in posizione quasi orizzontale. La punta dovrà invece essere leggermente arrotondata per tracciare le prime linee. Accademia di belle arti di torino. Ottenere 3 toni: Scopo: riuscire a controllare la matita e il proprio tratto. Tempo: per completare l'esercizio in maniera corretta servono dalle 3 alle 8 ore. Su un foglio liscio spesso (consigliabile la carta Fabriano v. supporti) disegnare 3 quadrati di circa 15 cm di lato, uno sotto l'altro a distanza di 2 cm. Il primo quadrato verrà riempito usando un tratto molto intenso e deciso, il terzo con un tratto molto lieve e il secondo con un tratto medio. Accademia di belle arti venezia. È fondamentale non far cadere a terra la matita: la caduta provoca la rottura interna della mina. Se stiamo utilizzando un portamine di metallo, si dovrà appuntire soltanto la mina. A questo scopo si trovano nei negozi specializzati raschietti, in genere di cartone o di legno, a cui è applicata della carta vetrata. Questa operazione produce una polvere che sporca molto; per ovviare a questo inconveniente basterà ritagliare una fenditura a forma di U sul coperchio di una semplice scatola di cartone, ripiegare la parte ritagliata verso l'interno, quindi applicarvi un pezzo di carta vetrata. In questo modo tutti i residui di grafite resteranno dentro la scatola. È bene tenere a disposizione anche un pezzettino di spugna per ripulire la mina prima di cominciare a usarla poiché, dopo essere stata appuntita, sarà rimasta anch'essa sporca di polvere. Con questi semplici accorgimenti si eviteranno inconvenienti che potrebbero rovinare un disegno. La Gomma Importante è anche l'uso di una buona gomma per cancellare. Ve ne sono di diversi tipi: la gomma morbida è adatta per le superfici ampie, quella a forma di matita per le zone più limitate. La gomma deve essere tenuta costantemente pulita sfregandola su una pezza di tela Se si vuole cancellare una linea orizzontale, si sfrega la gomma verticalmente; se invece la linea è verticale la gomma deve essere usata in senso orizzontale. Per il disegno si può usare la gomma pane (è una gomma particolarmente morbida e malleabile) che assorbe l'unto delle dita mescolato alla grafite, ma è consigliabile solo mentre si utilizzano matite particolarmente morbide. La gomma pane può aiutare a schiarire le sfumature, usandola come un tampone e premendola molto delicatamente sulla zona interessata, assicurandosi prima di ogni tamponatura che sia perfettamente pulita. Inoltre la gomma pane si può usare per ottenere particolari effetti di cancellatura espressiva su disegni già eseguiti. Un altro tipo di gomma che si trova in commercio è la gomma matita. Questa ha la parvenza di una normale matita ma al posto della mina c'è una gomma. La gomma matita è in genere utilizzata per fare correzioni di precisione, soprattutto nei disegni tecnici. Va tenuto presente che il disegnatore professionista tende a eliminare la gomma dal proprio bagaglio strumentale: egli infatti utilizza anche i segni di base e quelli imprecisi per dare maggiore vivacità ed espressività al lavoro finito. ESERCIZIE sercizio 1 Per tutti i quadrati si utilizzerà sempre la stessa matita che in base alla "mano" del disegnatore potrà essere scelta tra la B e la 4B. La gomma non si deve usare. Grazie a questo esercizio (che deve essere ripetuto fino a ottenere un risultato perfetto) si acquisiranno molte capacità: dalla perfetta gestione del chiaroscuro al controllo della matita e di conseguenza del proprio tratto. Dettagli tratto Esercizio 2 Ottenere delle sfumature: Scopo: riuscire a passare da un tono all'altro senza bruschi scatti.Tempo: per completare l'esercizio in maniera corretta servono dalle 2 alle 8 ore. Disegnare come prima i 3 quadrati su foglio liscio. Nel primo si effettuerà una gradazione da scuro a chiaro, nel secondo da scuro a chiaro e da chiaro a scuro, nel terzo da chiaro a scuro e da scuro a chiaro. Un bel disegno armonioso, pulito e proporzionato appaga la nostra vista e il nostro senso critico-artistico, ci affascina. Molti sono convinti che saper disegnare sia una dote riservata a pochi, in realtà nessuno sa disegnare, ciò che conta è saper osservare. Per cui l'unica differenza tra un bravo disegnatore e chi non riesce a fare nemmeno uno scarabocchio è l'intuitiva capacità di osservazione. Il problema sta quindi nell'incapacità di osservare e vedere correttamente ciò che è reale. Chiarito questo punto, ecco alcune informazioni utili sul nostro cervello.Svegliamo l'emisfero pigro!Il nostro cervello è diviso in due emisferi, l'emisfero destro e quello sinistro, queste due parti sono collegate da una sostanza bianca detta "corpo calloso", che permette ai due emisferi di interagire. Quello che noi utilizziamo di più è l'emisfero sinistro detto anche logico-verbale, questo è in grado di catalogare, classificare cose e oggetti in base alla memoria, a lui sono rivolte queste funzioni: leggere parlare scrivere pensare logicamente dare nomi a persone oggetti situazioni, etc. Ripetiamo tutte queste azioni continuamente in una giornata, perciò questo emisfero è detto anche dominante. Altri tipi di sfumature: Esercizio 3Copia dal vero:Scopo: riuscire a riprodurre su foglio un oggetto tridimensionale utilizzando effetti chiaroscurali.Tempo: variabile, dipende dalla dimensione dell'oggetto e dalle capacità del disegnatore. Prendete a scelta un rotolo di spago, una pigna o delle spighe di grano (insomma degli oggetti con tanti piccoli particolari da riprodurre). Posizionate il vostro oggetto davanti a voi con una fonte di luce da un lato a scelta ( si può usare anche la luce del sole, ma visto che l'esercizio per essere eseguito ha bisogno di molto tempo, si rischia che dopo un po' le ombre non corrispondano più). Prendete sempre un foglio liscio come negli altri esercizi, un'unica matita e nessuna gomma (se usata con parsimonia si può concedere la gomma pane). Ora disegnate a mano libera il vostro oggetto (con tratto sottile) e poi iniziate a "colorarlo" con la vostra matita utilizzando il chiaroscuro. Inutile dire che l'esercizio perfetto richiede un'ottima copia della realtà e l'utilizzo di un tratto impeccabile. Inoltre, per rendere l'oggetto il più plastico possibile sul foglio bisogna tenere in considerazione che le zone di massima luce risulteranno bianche, e le zone di ombra risulteranno completamente nere. Importante: Come per gli altri esercizi oltre al divieto della gomma c'è anche il divieto assoluto delle dita! La sfumatura ottenuta con le dita non fa altro che rovinare e sporcare il tratto! Consigli…È molto importante usare un tratto piccolo (max 5mm). Per riempire i quadrati si dovrebbero usare "molte file" una sotto l'altra, più piccolo è il tratto, più uniforme risulterà il quadrato alla fine. Il tratto inoltre non deve essere "compatto", lo si può far "respirare" lasciando qualche fessura, risulterà più leggero e piacevole. All'inizio usate fogli lisci anziché ruvidi perché il foglio ruvido compromette il tratto. Armatevi di moltissima pazienza, soprattutto i primi due esercizi sono molto lunghi da eseguire e noiosi, possono sembrare una perdita di tempo, ma in realtà servono MOLTISSIMO! E non solo per il disegno a matita, forniscono una base non indifferente che in seguito potrete applicare con l'utilizzo di altre tecniche pittoriche. Potete creare delle varianti agli esercizi di sfumatura, ad esempio un unico quadrato grande con una sfumatura concentrica (difficile) o un unico quadrato diviso in tante parti, ogni parte avrà un verso di sfumatura diverso dalle altre, in questo modo potrete creare dei lavori esteticamente molto belli. Nel disegno dal vero, all'inizio scegliete come soggetti oggetti ricchi di particolari: sono più facili da disegnare e aiutano ad affinare l'osservazione. Più avanti, quando avrete ottenuto una certa familiarità con la copia dal vero, potrete passare a oggetti composti da parti lisce come ad esempio tazze, frutta, vasi…L'ultimo consiglio che possiamo dare è questo: una volta finito il disegno, soprattutto se è stato realizzato con matite morbide, passatelo con il fissativo, altrimenti potreste rischiare di rovinare il lavoro e di sporcare l'impaginazione del foglio. Attenti però, una volta spruzzato il fissativo (a giusta distanza altrimenti può creare macchie) non potrete più cancellare, per cui assicuratevi che attorno al disegno non siano rimasti aloni (molto facili da crearsi quando si usano le matite morbide). Esistono infinite pubblicazioni di corsi del disegno e della pittura, ma purtroppo non servono a molto perché sono solo una sequenza di nozioni e tecniche che difficilmente si apprendono con una semplice lettura. L'insegnamento del disegno e della pittura esige un buon rapporto fra il maestro e l'allievo e richiede un continuo esercizio mentale e pratico. L'allievo dovrebbe essere seguito da un maestro d'arte; così avveniva, una volta, nelle famose botteghe di pittura e scultura. le mie lezioni di pittura on line, non sostituisce i corsi sumenzionati, ma sono pittusto delle integrazioni. Disegnare figure semplici Chiunque ha voglia di disegnare, piacere di dipingere, può farlo. Indipendentemente da come sa disegnare, egli ha tutte le capacità per iniziare a farlo. Infatti per poter disegnare abbiamo bisogno di poche cose: qualche attrezzo (matita, fogli, gomme...) e tanta voglia di riuscirci! Non fatevi scoraggiare, se non riuscite a copiare una cosa, o se non siete bravi come vorreste, non credo che Picasso fu subito bravo, né Leonardo e né Caravaggio lo sono stati da subito. Disegnare, a pari di un musicista che per ore e ore sta li a provare un'armonica, richiede tempo, impegno e dedizione. Queste caratteristiche se non sono accompagnate al piacere, sono inutili. Perché la cosa che più delle altre serve è l'amore verso quest'arte. Se non amate il disegno, lasciate stare... cambiate arte! Senz'amore qui non se ne fa niente! Disegnare figure semplici, come un triangolo, un quadrato, un cerchio, assume un aspetto diverso in relazione all'impegno messo. Anche Giotto fece una figura semplice, ma con essa ha sconfitto la morte. Tutto dipende da noi, da come facciamo un tratto, un segno, dalla grinta, dalla fermezza, da quanto ci crediamo, nel momento in cui disegnamo anche un solo semplice segno esprimiamo tutto o nulla, dipende da noi. Armiamoci quindi di buona volontà e seguiamo queste poche lezioni di disegno base che ci serviranno di passaggio per il corso successivo.Iniziamo a disegnare corso base di disegno triangoli e quadrati Occorrente - Fogli A3 (anche da fotocopia) matita 1B e matita 4B, gomma. La prima lezione consiste nel disegno di figure geometriche. Iniziamo con alcuni triangoli. Utilizzeremo la matita 1B, con tratto leggero e voloce disegneremo i tre lati di un triangolo. Ogni lato deve essere disegnato con un unico tratto, veloce e leggero. In seguito con la matita 4B ricalchiamo solo i lati del triangolo (guardate l'esempio a fianco). Dopo aver disegnato il triangolo disegneremo un trapezio. Per il quale bisogna fare attenzione che due lati siano paralleli tra loro. Non stancatevi e non ritenete che sono disegni semplici e quindi non vale la pena farli. rospettiva e proporzioni disegno - solidi geometrici La prospettiva consiste nell'insieme delle diverse tecniche che riducono la realtà tridimensionale in un'immagine bidimensionale. Possiamo studiarla e farla propria, ma può essere anche recepita spontaneamente mentre si disegna. Per chi vuole studiarla può andare in questo link. Ora Proveremo a fare un disegno dal vero o una copia di una foto. Provate a fare una composizione con dei solidi geometrici: una sfera, un cilindro, un cubo, ecc. Oppure utilizzate la mia foto e seguitemi. Disegno - Come disegnare dei solidi geometrici corso base di disegno - l'occhio La nostra composizione è costituita da tre solidi geometrici. Identifichiamoli come tre forme. Abbiamo detto nella lezione precedente che queste figure tridimensionali devono essere ridotte a figure piane. In questo caso il parallelepipedo e il cubo li trasformiamo in due terne di trapezi. Il cilindro in un rettangolo con una coppia di ovali. Quindi (non disegnate ora, leggete soltanto) procederemo per individuare la posizione delle figure piane citate. Per disegnare la forma dobbiamo far uso della linea. Attraverso le linee, identifichiamo le figure piane che organizzano la forma. La linea nel momento in cui la tracciamo diventa un segno. Per il momento tralascio l'importanza del segno a favore della costruzione della figura. La prima linea da tracciare è quella della divisione del piano d'appoggio con il piano dello sfondo. In questo modo si distingue l'area del piano d'appoggio, dove sono situati gli oggetti, dall'area dello sfondo. corso base di disegno - solidi geometrici Per fare questo dobbiamo immaginare di avere davanti a noi una lastra di vetro (come se guardassimo attraverso una finestra) e il foglio adagiato sul vetro della finestra; posti a una certa distanza dal foglio, con il braccio teso disegniamo. Iniziamo a disegnare l'oggetto principale, che in genere è quello più grande al centro del disegno. Quando disegniamo, dobbiamo avere sempre un riferimento per orientarci. Il nostro riferimento è la linea di divisione che abbiamo tracciato. Individuiamo i punti, dove il parallelepipedo taglia la linea dell'orizzonte, e tracciamo le quattro linee verticali che delimitano il parallelepipedo.corso base di disegno cerchi esagoni ottagoni ed altro Usando come riferimento le quattro linee ora tracciate e la linea orizzonte, tracciamo le quattro linee superiori e le quattro inferiori che delimitano il parallelepipedo in alto e in basso. A questo punto noteremo che non abbiamo fatto altro che definire tre trapezi irregolari che uniti identificano il nostro solido. Stessa costruzione verrà fatta per il cubo inferiore, questa volta prenderemo come rferimento il parallelepipedo. (cosa che non avevo mai fatto), a conoscere le matite (pensavo che si potesse fare tutto con una sola matita), ad usare gli occhiali (mi sono reso conto che non vedo bene da vicino).corso di disegno lezione n 1 É fondametale paragonare gli oggetti tra loro. Anche la grandezza di un lato deve essere paragonata a quella di un altro lato. Bisogna trovare delle identificazioni, particolari interessanti, da utilizzare per traccciare il disegno. Ad esempio, in questa compisizione, lo spigolo del parallelepipedo adiacente al cubo concide con lo spigolo anteriore del cubo: sono sulla stessa linea. Scoprendo queste identità, ci sarà più facile disegnare il tutto. corso base di disegno cerchi esagoni ottagoni ed altro corso base di disegno cerchi esagoni ottagoni ed altro A questo punto tracciamo due verticali e due ovali per costruire il cilindro Riconoscere negli oggetti i solidi geometrici disegno - lezione - Riconoscere negli oggetti i solidi geometrici Abbiamo detto in precedenza che tutti gli oggetti possono essere rappresentati attraverso i solidi geometrici. Infatti osservando bene un oggetto è possibile riconoscere in esso un cilindro, una sfera, un cono e così via. Ovviamente vi sono oggetti che si rappresentano con più solidi, e la loro rappresentazione è alquanto complessa. Ma per adesso ci limitiamo a riconoscere quelli più semplici. Ad esempio una casa è composta da un rettangolo. Un campanile da un rettangolo e da una piramide, un gelato da un cono ed una sfera e così via. In questo disegno ho realizzato un cilindro ed un sfera irregolare, che potrebbero rappresentare tantissimi oggetti, provate ad immaginarli. disegno - corso Dopo aver definito il fondo e la base, è stato colorato il cilindro e l'ovoide cercando di sfumare il colore, per dare il senso della tridimensionalità. disegno - lezioni Quest'ultima viene resa meglio quando si riportano le ombre. disegno - tutorial disegno - lezione Infine ho disegnato il riflesso dell'ovoide nel cilindro. Un ultimo passo è quello di far sparire i contorni delle figure.Questo semplice disegno, non è lontano dai disegni che si possono fare nella realtà. Infatti questo cilindro potrebbe essere una lattina di una bibita, e l'ovoide un frutto, o anche un cero con un uovo. Qualsiasi siano gli oggetti il disegno sarebbe stato lo stesso. Resta logico che saper disegnare significa fare un qualcosa di più complesso. Ma è altrettanto logico, che si inizia in questo modo, e con pazienza e precisione si arriva ad ogni cosa.disegno - corso L'ultima foto rappresenta la sovrapposizione della nostra foto con la foto degli oggetti reali da cui ho tratto la lezione. Come noterete sono pressoché simili. Basta poco per trasformare la geometria in realtà. Dopo questo preambolo proviamo a disegnare gli oggetti illustrati con la matita. Cercando di essere precisi, ma senza esagerare. Disegnare in analogo modo la realtà disegno - lezioni Come disegnare un oggetto Come disegnare un oggetto In questo corso dirò l'approccio che bisogna avere per disegnare un oggetto: 1) osservazione; 2) studio del disegno dell'oggetto; 3) memorizzazione; 4) applicazione Come disegnare - pratica corso di disegno lezione n 1 In questa lezione, vogliamo accingerci a disegnare dei grappoli d'uva. La foto a destra mostra appunto due grappoli di uva. Chissà quante volte abbiamo osservato e mangiato dell'uva, ma ora dobbiamo disegnarla e ci tocca osservarla bene. Quindi iniziamo a studiare come è formato un grappolo d'uva, quali sono le caratteristiche dell'oggetto che lo rendono distinguibile dagli altri oggetti.corso di disegno lezione n 1 Il grappolo d'uva è composto dal raspo e dalle bacche. Il raspo non è altro che un filamento dal quale si diramano filamenti secondari che terminano con il pedicello. Quest'ultimo sarebbe un allargamento a forma di campana del filamento con la funzione di attaccare la bacca al filamento secondario. La bacca non è altro che una sfera più o meno ovoidale delimitata dalla buccia, sotto la quale a volte si possono intravedere i fasci periferici.corso di disegno lezione n 1 Per poter effettuare lo studio tonale del soggetto, trasformiamo la nostra foto a colori, in bianco e nero. In questo modo, saremo più facilitati a studiarne i toni. In realtà dovendo effettuare una lezione sul disegno a matita, il colore a ben poco ci serve. Facendo a meno dei colori, parleremo quindi solo dei toni. Il tono è il valore del chiaroscuro di un determinato oggetto. Cioè lo stesso colore può esistere in diverse tonalità in relazione al bianco o al nero che contiene. In mancanza del colore avremo un grigio (tono puro) le diverse gradazioni di grigio sono i diversi toni. corso di disegno lezione n 1 Orbene, osservando alcune bacche noteremo che, grossomodo, i toni presenti, sono più o meno cinque. Abbiamo il colore generale della bacca (medio), il quale va schiarito nella parte in luce, più o meno scurito nelle altre parti. Più precisamente notiamo due tipi di ombre, l'ombra propria (zona non esposta alla luce) e ombra portata (zone esposte alla luce, ma coperte da altri oggetti). Altro tono fondamentele è il riflesso, da non trascurare assolutamente, il quale spesso va a disegnare il contorno dell'oggetto nelle parti buie. Infine il brillio, che con la matita riesce molto difficile.corso di disegno lezione n 1 Quindi per effettuare questo tipo di lavoro dovremmo essere capaci di riprodurre con la matita diverse tonalità, in modo da riportare quella occorrente nel momento del bisogno. La scala tonale indica una serie di successioni di toni che portano dal bianco al nero. Sono sufficienti dieci toni. Sarebbe un buon esercizio riuscire ad identificare i vari valori tonali di un disegno e indicarli con un valore in percento esp. ( 100% nero assoluto, 50% grigio mediano, e così via). corso di disegno lezione n 1 A tale scopo vi invito a fare questo tipo di esercizio, che ci affina la mano e l'occhio nel riprodurre le diverse tonalità. L'esercizio consiste nel disegnare all'interno dei quadrati diverse tonalità. Con questo esercizio (Esercizio dei toni) è possibile effettuare anche lo studio delle matite, vedere cosa è possibile fare con l'una e con l'altra, capire le loro differenze. Infine vi ricordo che tecnicamente nel disegno a chiaroscuro si indicano cinque valori tonali e recisamente:1) Lumeggiatura: è rappresentata dal tono che mette in risalto il rapporto tra luce e ombra. 2) Mezzotono: è l'oscuramento di una forma che mette in risalto i rilievi. 3) Ombra: è la tonalità più intensa;4) Riflesso: Sono improvvisi aumenti di tonalità dovuti alla presenza di corpi in stretta vicinanza.5) Colore: è l'insieme dai vari toni presenti nel disegno. orso di disegno lezione n 1 Un ultimo studio, è quello della dinamicità delle forme e della composizione. A tale proposito si dovrebbero disegnare le linee principali del disegno, capire come è posto nell'ambiente, dove sono le luci principali e come incidono sul soggetto, e non per ultimi il piano di appoggio e lo sfondo. corso di disegno lezione n 1 Un primo approccio al disegno può essere fatto con il famoso reticolo, che può essere più o meno grande in relazione alla nostra capacità di disegnare. In effetti più si è abili, più ne possiamo fare a meno. Ma in questa prima lezione, un grossalano reticolo, è sempre bene averlo.corso di disegno lezione n 1 corso di disegno lezione n 1 In queste figure sono riportati diverse possibilità di reticolature.corso di disegno lezione n 1 A questo punto iniziamo la lezione vera e propria. Bisogna tracciare le linee principali del disegno, che sono il piano d'appoggio, il fondo e quelle principali dei grappoli e dei raspi. Se si vuole si disegna anche la reticolatura. Queste linee disegnatele in modo molto leggero. Nel mio disegno le ho un po' calcate, altrimenti non erano visibili in foto, e ho trovato poi difficoltà a farle sparire del tutto. corso di disegno lezione n 1 Il secondo passo della lezione è quello di iniziare a dare i toni al disegno. Si inizia dai toni più scuri. In questa fase è fondamentale avere a disposizione una buona matita, la 4b o la 6b, delle gomme (trovo necessario che vi procuriate la matita a gomma (cioè una matita che al posto della grafite ha la gomma), degli sfumini (ottimi sono anche i pennelli)corso di disegno lezione n 1 Il lavoro procede con il disegnare le parti più chiare. Anche se in questa prima lezione non otterrete buoni risultati, non dimenticate di postare il vostro disegno.corso di disegno lezione n 1 Quindi si completa il tutto disegnando il piano di appoggio e lo sfondo.corso di disegno lezione n 1 Una volta terminato il lavoro si perfeziona il tutto cercando di dare maggiore contrasto al disegno, calcando le ombre ed in generale tutti i toni di massimo scuro e ponendo le luci e le zone di massimo bianco.Provate a fare questo disegno e riportatelo nel forum così ne possiamo discutere insieme.Prima lezione - Come disegnare - Disegni pervenuti corso di disegno lezione n 1 Rapax - Eseguito su foglio fabriano ruvido 32 x 48, reticolo con sanguigna, bordi con matita 9b sfumati verso l'interno con sfumino, acini neri con matita 8b anche questa sfumata verso le zone più chiare con sfumino, acini verdi con matita 2b sfumata verso le zone più chiare con sfumino e ripasso delle zone più scure con matita 2b colpi di luce con gomma elettrica.corso di disegno lezione n 1 Schizzo a carboncino su carta da stampante A4. Tempo di esecuzione 20 min circa. Non l'ho grigliato, perchè mi scoccio di fare la griglia corso di disegno lezione n 1 Primo tentativo al volo, foglio a4, matita 5b...corso di disegno lezione n 1 Eseguito a mano libera senza reticolo o diagonali di supporto, con la tecnica del disegno negativo senza tracciare contorni. Utensili: grafite 4b e sfumino. corso di disegno lezione n 1 - mano libera - matita (la mia preferita senza nessun riferimento alla gradazione).corso di disegno lezione n 1 quanto riguarda il materiale: matita 2 hb per il disegno, 1b e 2b per le zone chiare dell'uva nera e l'uva bianca, 4b e 6b per le zone scure dell'uva nera, gomma per sfumare alcune zone.Da questa lezione ho imparato: a disegnare su cartoncino (cosa che non facevo prima), a usare la griglia la mia uva! L'ho realizzato su foglio A4. Per la prossima volta mi sono ripromesso che userò un cartoncino di dimensioni maggiori per essere più preciso nei particolari. Ho impiegato un po' di tempo per la realizzazione ed il risultato è alquanto accettabile (considerando, omunque, che era molto tempo che non finivo un lavoro).corso disegno lezione n 1 contagiata da questo fermento del corso di disegno e ho deciso di provare. Griglia, disegno di contorno con HB (caspita che fatica!), ombre con B, 2B, 5B. sfumato con... cottonfiok dalle mie parti in un raggio di km. decente non esistono sfumini di sorta, luci con gomma pane che non riesco a gestire e con matita di gomma che altrettanto non riesco a gestire l'uva bianca mi è stato molto più facile dell'uva nera. Grazie. Osservazione Per disegnare qualsiasi cosa dobbiamo innanzitutto osservarla.Se vi dicessi di disegnare un oggetto a voi sconosciuto restereste con la matita in mano e non fareste nemmeno un piccolo disegno. Quindi per disegnare un oggetto bisogna conoscerlo e per conoscerlo, osservarlo.In realtà, indipendentemente dal disegno, noi osserviamo gli oggetti tutti i giorni. La nostra mente memorizza le immagini ed associa un nome, ed altre caratteristiche, all'immagine. Cioè la nostra mente ogni volta che osserviamo un oggetto effettua un processo di riconoscimento di quell'oggetto. Come disegnare - pratica corso di disegno lezione n. 2 Vogliamo cimentarci nel disegno del volto della madonna della "Pietà". Si tratta del primo capolavoro di Michelangelo, ed è considerata uno dei maggiori capolavori che l'arte occidentale abbia mai prodotto. La Pietà è una scultura marmorea, (marmo di Carrara) alta 174 cm, larga 195 cm e profonda 69. Fu creata da Michelangelo Buonarroti quando era ancora ventenne. Il volto della modanna è rappresentato da una donna molto giovane. Ella ha il capo abbassato e non volge gli occhi al pubblico. Il marmo traslucido sottolinea particolari anatomici ed esalta le finiture dei panneggi. Nell'immagine esposta la luce giunge da destra leggermente avanzata. corso di disegno lezione n. 2 Dobbiamo disegnarne solo il volto, il disegno si presenta alquanto complesso, perchè è ricco di sfumature molto delicate. Cioè in diverse parti vi sono differenze tonali graduali: il colore passa dal chiaro allo scuro gradualmente. Al contrario in altre parte i toni sono molto contrastati. Questo lavoro presenta delle buone difficoltà, ma con un po' di attenzione facilmente riusciremo a superare.corso di disegno lezione n. 2 A tal proposito è utile questo tipo di esercizio (esercizio dei toni omogenei e dei toni sfumati). Questa volta i quadrati saranno riempiti con toni omogenei e con toni sfumati. Riempite diversi quadrati differenziando le tonalità.corso di disegno lezione n. 2 Il volto della madonna è una classica rappresentazione dellla testa, infatti può essere divisa in due parti. La prima è costituita dalla scatola cranica, a forma di uovo (la massa cranica). La seconda parte è costituita dal cuneo comprendente il viso e la mascella inferiore (la massa del volto). In questa immagine il volto è in prospettiva frontale, in tale prospettiva la massa cranica e quella del volto presentano più o meno le stesse dimensioni. Qui la testa è però leggermente inclinata in avanti. Il volto della madonna rispetta anche la classica suddivisione in tre parti uguali per la disposizione del naso e degli occhi.corso di disegno lezione n. 2 corso di disegno lezione n. 2 Anche in questo caso è utile la foto in bianco e nero e la creazione del reticolo. Ma se vi sentite bravi, potete anche fare a meno del reticolo. Attenti però a farne una copia fedele e non un volto di fantasia.corso di disegno lezione n. 2 corso di disegno lezione n. 2 Iniziate il disegno tracciando le linee principali del soggetto, in modo da posizionarlo nel foglio. Continuate evidenziando le parti in ombra, in tal modo date subito una struttura tridimensionale al lavoro, e diventa più facile costruirlo. Oppure utilizzate il reticolo. Nel caso del volto il reticolo può anche essere ulteriormente diviso in quadrati più piccoli.corso di disegno lezione n. 2 corso di disegno lezione n. 2 Quando il disegno inizia a diventare consistente, è bene mettere un foglio di carta sotto la mano che disegna, in tal modo si evita di sfumare di continuo la matita con la mano. Altra cosa utile è osservare il disegno al computer, questo vi permetterà di osservarlo in diversi ingrandimenti. Se usate il reticolo potete nel momento del disegno controllare pochi quadrati per volta.corso di disegno lezione n. 2 Disegnate sempre tutto il disegno, anche senza scendere nei particolari: come se fosse un abbozzo. Confrontate il vostro disegno con l'originale di continuo. In tal modo verificate tutte le imprecisasioni. Appena potete, cancellate le linee che non vi servono più. Per il disegno preliminare ho utilizzato la matita 1B, ed ho fatto uso del reticolo.corso di disegno lezione n. 2 corso di disegno lezione n. 2 Si inizia con i toni scuri, in caso di una figura umana, si disegna prima il fondo, poi i vestiti ed infine l'incarnato. Altra tecnica importante è quella dell'uso dello sfumino. Infatti questo strumento ha un'ottima sinergia con la matita nelle sfumature. Non riesce a sostituirla del tutto, il tocco della matita è sempre necessario.corso di disegno lezione n. 2 Altro strumento utilissimo è la matita a gomma. Infatti questo strumento oltre a permettere di cancellare in modo preciso, funziona da strumento sbiancante, conferendo tratti di luce e di chiarore. Nell'esempio "A" vi è una sfumatura fatta solo con lo sfumino, utilizzando la grafite del quadrato superiore. Nell'esempio "B" Invece, ho ottenuto una zomna omogenea utilizzando lo sfumino, e poi con la matita a gomma ho tracciato un cerchietto ed ho sciarito una zona. Provate a fare questo esercizio.corso di disegno lezione n. 2 In questa fase del disegno ho cercato di abbassare i toni. Come disegnare - pratica corso di disegno lezione n 3 È la volta di un bicchiere di vetro. La composizione di questa natura morta è alquanto facile. Una fetta di zucca, un piccolo grappolo d'uva e una mela. Purtroppo, ma questo è il nostro piacere, abbiamo un bicchiere da vino. I corpi trasparenti possono sembrare degli ostacoli insuperabili, infatti il profano pensa che sia impossibile disegnare un qualcosa che sia trasparente Disegnamo un vaso di alabastro e una ciotola di metallo.Come disegnare - pratica corso di disegno lezione n 4 In questa lezione, dobbiamo disegnare un vaso di alabastro e una ciotola di metallo. Inoltre vi sono dei pennelli e dei tubetti di colore. Credo che questa lezione sia una delle ultime lezioni fatte sugli oggetti. Già la prossima, inizieremo a disegnare i dettagli del volto, e quindi la ritrattistica. Ora disegneremo una ciotola metallica, che presenta qualche riflesso ed un vaso di marmo. osserviamo con attenzione, come sempre, la nostra composizione. Studiamo gli oggetti, come si relazionano tra loro, la luce da dove viene, le ombre princpali, le ombre portate, ecc.corso di disegno lezione n 4 corso di disegno lezione n 4 Anche qui, e per l'ultima volta, trasformiamo la foto a colori, in una foto in bianco e nero. Ancora una volta riportiamo il reticolo sul nostro foglio da disegno, che come sempre consiglio un foglio formato A3. Questo per poter fare un disegno abbastanza grande.corso di disegno lezione n 4 corso di disegno lezione n 4 Iniziamo quindi nel disegnare i contorni degli oggetti. Non disegnate i particolari, ma giusto i loro contorni, con la matita 1B, con mano leggera, affinchè sia possibile poter cancellare un eventuale errore. Quando pensiamo di aver ottenuto un buon disegno, inizieremo a disegnarlo meglio e a riportare le luci e le ombre. É sempre bene disegnare sempre tutto, mai un pezzo alla volta.corso di disegno lezione n 4 corso di disegno lezione n 4 Si disegna un pò lo sfondo, un pò il vaso, un pò i tubetti, un pò le altre cose, e poi si ripete sempre, come se fosse un circolo da percorrere in continuazione fino alla fine del disegno, ed ogni volta si perfeziona sempre di più l'immagine. Bisogna allontanarsi dal disegno e osservarlo da lontano, per correggere e perfezionare tutti i dettagli. Bisogna capire e saper leggere i valori tonali di ogni oggetto e riprodurli. É proprio per questo motivo, che si disegna come su indicato, cioè sempre tutto insieme, altrimenti non si riescono a leggere i toni. Questo perchè i toni si influenzano tra loro e sembrano più chiari e più scuri in relazione ai toni che li circondano. Provate a fare questo esercizio. disegnate due quadrati di uguale intensità tonale e poi uno lo si circondate con quadrati scurissimi, l'altro con quadrati chiari. I due quadrati centrali non sembreranno più uguali.corso di disegno lezione n 4Come realizzareun chiaroscuro con la penna Bic.Tutti abbiamo a casa, in ufficio, in astuccio una penna Bic. Anche oggi, nonostante pian piano carta e penna stiano lasciando sempre più il posto alle tastiere del computer o agli schermi di un tablet, la penna a sfera è ancora lo strumento più leggero, pratico e portatile per puntare ciò che si vuole ricordare o fissare. Il disegno può anche essere pensato come "un'appunto visivo", perché a volte non necessariamente le parole esprimono in modo efficace tutto ciò che vogliamo comunicare. Proprio perché la penna a sfera è uno strumento universale e molto pratico, ho pensato di preparare un piccolo tutorial che spiega e mostra come la penna Bic possa essere protagonista del disegno e come, attraverso il suo utilizzo in questo ambito un po' speciale, sia possibile imparare davvero molto.Attraverso l'uso della Bic nel disegno, e in particolare nel chiaroscuro, possiamo migliorare 3 aspetti specifici:- l'impugnatura dello strumento da disegno - la qualità del segno grafico e del tratteggio - la mobilità della mano e del polso I pennarelli COPIC sono un sistema di 214 colori professionali a base alcolica non tossica da utilizzare su carta. Ideali per diversi utilizzi, sono sicuramente il sogno di ogni appassionato di fumetti, ma anche uno strumento formidabile per designer, stilisti o qualunque artista che voglia ottenere con pochi tocchi dei risultati realistici e rofessionali.Da tempo ne avevo sentito parlare, ma grazie al sito www.bellearti.it ho potuto provarli in prima persona e sono rimasta davvero impressionata dai risultati che si possono ottenere.Iniziamo per gradi, prima di tutto, per chi non conosce assolutamente il prodotto, una breve spiegazione.Questi pennarelli si possono acquistare sfusi o in set di determinate gradazioni in base all'utilizzo, sono dotati di due punte, una a forma di pennello e una squadrata per campiture più grandi.Una volta finito il colore, il pennarello non si butta, si può acquistare separatamente l'inchiostro per ricaricarlo. È sufficiente togliere la punta con delle apposite pinzette e riempire il serbatoio.E se la punta si rovina a forza di colorare? Nemmeno in questo caso il pennarello si butta, si possono acquistare le punte di ricambio disponibili in diverse dimensioni e forme.Praticamente dei pennarelli dall'utilizzo infinito.Se poi volete crearvi dei colori ad arte, potete mescolare gli inchiostri per ottenere la tonalità che preferite.Oltre ai pennarelli base sono disponibili tantissimi strumenti per ottenere i più svariati risultati.L'Airbrush System, ad esempio, è un sistema che attraverso l'utilizzo di bombolette di aria compressa collegate al colore di pennarello che preferite vi permette di ottenere un effetto aerografo.COPIC ha inoltre creato dei pennarelli neri numerati (le punte vanno dai 0,05 a 1 mm) ideali per ripassare gli schizzi a matita prima della colorazione.Sono dei pennarelli resistenti all'acqua e all'alcool per cui li potrete utilizzare anche con altre tecniche di colorazione (ad esempio chine o acquerelli), resistono ai raggi UV e di conseguenza non scoloriscono con il tempo, e soprattutto sono disponibili con le punte a pennello di due dimensioni diverse; utilissimi se vi state cimentando per la prima volta con manga e fumetti e non siete pratici con china nera e pennelli veri e propri.Ma veniamo al fulcro del discorso. Disegnare con il carboncino è forse la tecnica artistica più antica che si conosca; essa risale alla preistoria, quando gli uomini primitivi ricoprivano le pareti delle caverne con disegni, per lo più animali, realizzati con pezzi di legno carbonizzati. Il carboncino è infatti un "gessetto" di carbone vegetale costituito da sottili rami di legno leggero e poroso, per lo più di salice o di vite, che vengono bruciati senza però raggiungere la combustione completa. Il carboncino si usa per sfregamento e raggiunge neri molto intensi, anche se poco stabili, che possono essere sfumati con le dita, ottenendo una gamma completa di grigi. Il tratto può essere cancellato direttamente con uno straccio o può essere sfumato con la gomma pane. Vi sono carboncini di diverse dimensioni: con i più sottili si realizzano i contorni e con i più grossi si ottiene un tratto più largo. L'intensità del nero è comunque la stessa qualunque sia il diametro del carboncino. Esistono in commercio tre forme di carboncino: a sezione rotonda, a sezione quadrata e a sezione triangolare; quest'ultimo tipo è usato di solito per disegni scenografici. I carboncini devono essere perfettamente scorrevoli e molto morbidi; quelli di qualità inferiore presentano in genere delle particelle più dure che rigano il foglio.Tipologie di carboncino in commercioSicuramente una delle più famose aziende che producono carboncini da disegno è la Faber-Castell che tutti conosciamo per le matite. Questa offre due tipologie di prodotti: il carboncino da disegno e il carbone naturale da disegno. Il carboncino da disegno viene ottenuto da una miscela finissima di polvere di carbone, dà un tratto nero molto intenso adatto per grandi superfici, si trova in 5 gradazioni di durezza: extramorbido, morbido, medio, duro, extraduro. È anche disponibile la matita secca di carboncino (media, morbida o dura).Il carbone naturale da disegno è invece ottenuto dalla combustione anaerobica di legno non resinoso. Dà un tratto nero intenso ed è disponibile in 4 diversi diametri: 4 mm, 6 mm, 9 mm, 12 mm. È disponibile anche la matita di creta nera (morbida, media o dura).Matite e crete Oltre al carboncino esistono anche le crete per artisti che possono essere usate direttamente in bastoncino o sotto forma di matita. Tra queste troviamo la famosa sanguigna.Matite di creta Sono un materiale molto simile alla tempera, dove però i pigmenti sono acrilici e quindi hanno le stesse prestazioni di una buona pittura a tempera, ma con un effetto ottico finale di maggiore luminosità. Asciugano con estrema facilità (attenzione a non lasciare aperto troppo a lungo il tubetto: potrebbe seccarsi tutto il pigmento ancora contenuto) e sono facilmente amalgamabili tra loro. Si diluiscono con acqua, anche se di solito per schiarire il colore si preferisce usare una parte di "medio", e cioè la preparazione base del colore senza il pigmento. Questo procedimento permette di mantenere inalterata la consistenza del colore, aumentando soltanto la trasparenza della tinta. Esiste anche un medio che permette di allungare i rapidi tempi di essiccazione di questa pittura. Infatti, una volta essiccato, è impossibile riprendere questo colore con altri pigmenti (vedi la parte "Diluenti ed essiccanti" su Colori a olio). I colori acrilici sono molto più facili da usare dei colori a olio. Non servono accorgimenti particolari per stendere gli strati successivi di colore, in quanto asciugano molto rapidamente e non si corre il rischio che si formino crepe sulla superficie dipinta. Inoltre le moderne emulsioni acriliche sono estremamente stabili nel tempo, non sono soggette a ingiallimenti o a qualsivoglia mutamento chimico. La rapida asciugatura richiede un'ancor più rapida stesura del materiale cromatico: è un test per stabilire la sicurezza del tratto da parte dell'artista. Il tempo per manipolare il colore sul supporto è molto limitato e quindi si rischia di rimanere con il lavoro non finito, perché il pigmento si è già asciugato. Di solito, a ogni modo, l'artista sceglie il colore acrilico per l'infinita versatilità cromatica che permette. Oltre all'ampia gamma di colori a disposizione sul mercato, un colore acrilico può essere utilizzato in sfumature o velature estremamente chiare e trasparenti, oppure in pesanti impasti usati per rendere striature molto ricche di pigmento. Spesso i colori acrilici vengono usati in tecniche "trasparenti" diluendoli al massimo come se fossero acquerelli. Applicando un secondo strato di colore, questo si depositerà sul primo senza "coprirlo" completamente, ma dando luogo alla formazione di un terzo colore, che presenterà una maggiore profondità rispetto allo stesso colore ottenuto sulla tavolozza. In questo caso consigliamo di usare come supporto la carta per acquerelli, dove i risultati sono più facili da controllare.Cosa serve per iniziareSimilmente alla tempera, i colori acrilici sono molto semplici da usare, si possono tranquillamente diluire con acqua, asciugano molto velocemente e quindi sono ideali su carta, inoltre si mescolano tra di loro molto bene per cui per iniziare sono sufficienti pochi colori base.I colori in commercio sono disponibili in tubetti o vasetti di varie dimensioni. Una marca abbastanza nota che troverete facilmente nei colorifici è APA Color (Ferrario) che propone una vasta gamma di colori da 20 ml, 150 ml o 500 ml (il costo è di circa 5/6€ per il formato 150 ml e 16/17€ per quello da 500 ml*). I colori che vi servono per iniziare sono i primari più bianco e nero (v. teoria del colore), a questi potete aggiungere altri colori più difficili da ottenere, come ad esempio terra d'ombra, blu oltremare, verde veronese, rosso carminio. Se avete pochi fondi a disposizione potete tranquillamente utilizzare i primari per ottenere gli altri colori, ovviamente se siete inesperti questo richiederà un po' di esercizio. I pennelli si devono scegliere in base all'effetto che si vuole ottenere, ricordate però di immergerli subito in acqua dopo l'uso perché il colore si potrebbe seccare sul pennello provocando un danno irreparabile. Anche le superfici su cui si può dipingere sono molte, si può usare la tela, la carta, il legno il cartone etc. (v.supporti e strumenti). Se decidete di utilizzare la tela ricordatevi di dare una o due passate con del colore bianco prima di iniziare a dipingere. Se invece optate per il legno ricordate che la superficie prima di essere dipinta ha bisogno di essere trattata. Potete usare una tavola di truciolare o multistrato e per prepararla dovrete dare una mano di stucco, lasciare che asciughi e quindi levigare con carta vetrata, se necessario ripetere due o tre volte l'operazione finché la superficie non risulterà liscia e omogenea. Dopodiché, prima di iniziare a dipingere, date una o due mani di bianco.Come dipingere I colori acrilici hanno il pregio di restare molto brillanti una volta asciutti, proprio per questo sono particolarmente adatti per illustrazioni e fumetti (vengono usati anche per colorare i cartoni animati). Come detto già all'inizio questi colori asciugano molto rapidamente per cui è necessaria una certa velocità e abilità nell'utilizzo, che si acquisirà dopo un po' di prove. Questo aspetto li rende sicuramente poco adatti alla realizzazione di ritratti e paesaggi che necessitano di molto tempo e correzioni, piuttosto sono l'ideale per pitture studiate accuratamente prima di applicare il colore. Se dovete realizzare un quadro di grandi dimensioni vi conviene prima preparare un bozzetto in scala e quindi una volta stabilito il tipo di lavoro iniziare a dipingerlo.A differenza della tempera i colori acrilici non screpolano e non si sfaldano, nemmeno se asciugati con il phon. Un'altra caratteristica fondamentale è che i colori acrilici una volta asciugati sono impermeabili, difatti anche bagnandoli non si sciolgono più, per questo motivo si può stendere sopra un altro colore senza paura che si mescoli a quello sotto, cosa che non si può fare con le tempere. Questa caratteristica, però, spesso impedisce di creare effetti particolari e sfumature, per questo gli acrilici sono indicati per la pittura a "contorni duri", ovvero per aree di colore piatte e uniformi con bordi dritti.Per realizzare delle aree di colore uniformi si renderà necessario dare più passate, infatti questi colori non sono molto coprenti; le passate dovranno essere leggere e uniformi, possibilmente la prima sarà da sinistra a destra e la seconda dall'alto al basso. Anche la quantità di colore sul pennello sarà limitata per non creare sgradevoli venature di colore in eccesso. Per creare effetti interessanti si può stendere il colore con una spugna o addirittura tamponarlo; se dovete create una sfumatura da chiaro a scuro invece di usare due colori contemporaneamente e sfumarli al centro potete stendere prima un colore, una volta asciutto tamponate con una spugnetta o un pennello apposito l'altro colore che dovrà essere particolarmente denso, oppure quando il colore non è ancora asciutto potete sfumare con dell'acqua.Se quello che desiderate è un effetto particolare, provate a schizzare il colore con uno spazzolino da denti vecchio, ma attenti a coprire tutto quello che non si deve macchiare! Gli acrilici sono anche indicati per il collage, infatti se appoggiate del materiale sopra il colore fresco, una volta asciugato non riuscirete più a staccarlo.Come pulire e conservare La pulizia dopo l'uso degli acrilici è più importante di qualunque altro tipo di colore, infatti, se lasciate asciugare anche solo un po' il colore sui pennelli, questi diverranno inutilizzabili, è quindi importantissimo lasciare gli strumenti in ammollo nel contenitore dell'acqua anche per pochi secondi. La tempera è stata fino al XV secolo l'unica forma di pittura esistente. In seguito venne sostituita gradualmente dalla pittura a olio. Ma fino a non più di cinquant'anni fa non esisteva pittore che non adoperasse anche la tempera. Oggi è stata quasi totalmente soppiantata da altri materiali. I colori a tempera sono particolarmente apprezzati da disegnatori e illustratori perché offrono superfici ricoperte in modo lucido e uniforme come gli acquerelli, ma coprenti come la pittura a olio. Formati da pigmenti mescolati con agglutinanti diversi, come la chiara d'uovo, il latte, la cera, la colla, che li rendono stemperabili in acqua e quindi di uso molto facile, sono sempre diluibili, anche se il pigmento è completamente essiccato. Sono disponibili in tubetti di varie dimensioni e, dato che sono facilmente amalgamabili, si può comodamente lavorare con i colori primari più nero e bianco, che servirà non soltanto per schiarire, ma anche per ammorbidire i toni. In commercio si trovano colori a tempera agglutinati con colle varie, chiamati anche gouaches, usati per rendere in modo uniforme ampie campiture cromatiche. Caratteristica di questo materiale è la sua opacità, che però permette di sovrapporre pennellate di colore dalle tonalità diverse, senza perdere l'effetto delle sfumature.Cosa serve per iniziare Se siete inesperti e vi avvicinate per la prima volta alla pittura, incominciare con la tempera è sicuramente un'ottima idea, infatti è molto semplice da usare ed è anche abbastanza economica. Come detto prima, la tempera è una pittura a base d'acqua, quindi facilmente diluibile, però a differenza dell'acquerello i suoi colori sono coprenti. In commercio il formato più utilizzato per confezionare questi colori è il tubetto, tuttavia si possono trovare anche i vasetti. I tubetti solitamente sono disponibili in due formati: da 60 ml e da 20 ml. Il formato più grande è consigliabile per i colori che si consumano con più frequenza, come il bianco. Per iniziare a dipingere potete acquistare i colori primari più bianco e nero, con questi potrete ottenere tutte le altre tinte (v. teoria del colore). All'inizio ottenere la giusta tonalità di colore risulterà particolarmente difficile (sicuramente nelle prime prove per ottenere la tinta desiderata sprecherete un sacco di colore). Se volete prendere la strada più breve potete acquistare oltre ai colori primari anche altre tinte abbastanza difficili da ottenere per mescolanza, ad esempio terra di siena bruciata, blu oltremare, giallo ocra e rosso carminio. In commercio esistono delle scatole già pronte con i colori più usati, la Maimeri, ad esempio, offre una scatola con 12 tubetti da 20 ml ad un prezzo molto accessibile (17€ circa*), oltre a questa marca di colori ovviamente ne esistono molte altre, ad esempio Fila Giotto offre colori molto economici di bassa qualità (pensati per bambini) che possono essere adatti per le prime prove. Altre marche conosciute di ottima qualità sono Talens, Lefranc e Winsor & Newton, etc. La qualità del colore solitamente si distingue anche dal prezzo che nelle belle arti è molto variabile, di norma più alto è migliore è il colore. Con le tempere si può usare qualunque pennello, sia quelli morbidi sia quelli formati da setole, la scelta dipende soltanto dal tipo di soggetto da dipingere. Le superfici su cui si può dipingere sono molto varie: quasi tutti i tipi di carta e cartoncino vanno bene, basta solo che il foglio non sia troppo leggero per evitare brutte increspature. Si può stendere la carta anche su un telaio come spiegato nella sezione sugli acquerelli. Gli altri strumenti di cui si ha bisogno per iniziare sono uno straccio, due vasi per l'acqua, che deve rimanere sempre pulita, e una tavolozza o, preferibilmente, degli scodellini.Come dipingereLa tempera ha la caratteristica di schiarire un po' una volta asciutta per cui, se non conoscete bene gli effetti che danno i vostri colori, vi conviene fare delle prove su ritagli di carta. Questa pittura prima di essere stesa deve essere diluita con l'acqua, non dovrebbe risultare né troppo liquida né troppo densa. Se aggiungete troppa acqua otterrete un effetto simile all'acquerello, però non trasparente, se invece ne aggiungete troppo poca il colore sarà molto difficile da stendere, e molto probabilmente seccando si screpolerà (soprattutto se date più mani di colore). Con il tempo e la pratica riuscirete a usare la giusta quantità d'acqua. Per affrettare la fase di asciugatura non usate il phon (che invece si può usare con altre tecniche come l'acrilico) perché il colore potrebbe screpolare e scrostarsi dal foglio. Con i colori a tempera è particolarmente difficile ottenere sfumature, difatti l'unica maniera per ottenerle è lavorare con il colore ancora fresco, cosa non semplice visto che asciuga molto rapidamente. Potete provare ad ottenere sfumature usando due colori, stendete il colore 1 a sinistra e il colore 2 a destra molto rapidamente, al centro, dove i due colori si congiungono, date delle rapide pennellate in modo da sfumarli. Invece di ottenere sfumature in questo modo potete anche creare delle fasce di colore di varie gradazione (vedi immagini). La tempera, invece, si presta molto bene per grandi superfici di colore piatto.Come pulire e conservare Una volta finito di dipingere bisogna lavare con acqua tutto molto bene, difatti, se rimangono tracce di colore sulla tavolozza la prossima volta che si mescoleranno sopra i colori le tracce vecchie si rimescoleranno alle nuove. Bisogna accertarsi che i tubetti siano ben tappati altrimenti rischiate di trovarvi con i colori secchi nel giro di pochissimo tempo. La carta Sicuramente vi troverete imbarazzati nella scelta della carta poiché esiste una grandissima varietà di tipi. La carta si può acquistare in blocchi di varie misure o fogli singoli. Se siete all'inizio sarebbe una bella idea quella di comperare pochi fogli di carta, ognuno di tipo diverso, in modo da fare diverse prove e scegliere alla fine i fogli che più vi piacciono. Quando acquistate un foglio di carta o un blocco le cose più importanti da decidere sono due. La scelta principale è tra la carta ruvida e quella liscia. Quelli ruvida è indicata per il carboncino, i pastelli e le crete che mettono in risalto la trama. Quella liscia, invece, permette una maggiore precisione nei dettagli del disegno, specialmente con la penna e la matita. Oltre a questi due tipi di carta esiste un terzo, ovvero la carta semiruvida, che però si trova soltanto nei negozi specializzati. Un'altra scelta importante è lo spessore del foglio. Gli spessori della carta si distinguono per il diverso peso detto grammatura della carta. Per disegnare e colorare è consigliabile una carta spessa, tra le marche esistenti in commercio sicuramente la più nota è la carta Fabriano che offre una vasta scelta di fogli singoli o in blocco di dimensioni e grandezze diverse. La grammatura ideale per il disegno e la pittura è di 220g, mentre la dimensione del foglio dipende dal disegno che dovete fare (nelle scuole d'arte i formati più utilizzati sono 33×48 e 50×70 cm). Se vi rivolgete a un negozio di belle arti avrete l'imbarazzo della scelta, potrete trovare una tipologia di carta per ogni tipo di pittura; unico lato negativo di queste pregiatissime carte è il prezzo molto elevato, di conseguenza prima di acquistarle è meglio fare un po' di esperienza con la carta meno elaborata. State attenti però, perché molto spesso con il prezzo si abbassa anche la qualità. La carta dovrebbe resistere a molte cancellature senza sfibrarsi facilmente (magari dipingendo ad acquerello). I costi della carta di media qualità si aggirano attorno 1€ circa per un foglio 50×70 cm (Fabriano 200gr), 8€ circa per un blocco di 20 fogli 33×48 cm Carta per acquerello La carta indicata per la pittura ad acquarello è "grumosa" e porosa; la migliore resa cromatica si ottiene con le carte di pregiata qualità in puro cotone, fabbricate a mano; tuttavia dato l'elevato costo il loro utilizzo è consigliabile solo quando si saranno raggiunti buoni livelli di preparazione. È bene scegliere un fondo bianco, o perlomeno molto chiaro, perché, essendo il materiale cromatico trasparente, la tinta del fondo si combina con i colori. Una maggiore ruvidità della carta rende possibili effetti particolari, efficaci nella rappresentazione di oggetti rugosi, come, per esempio, il tronco di un albero, mentre una carta a grana fine si adatta meglio a disegni particolareggiati. I blocchi di carta per acquarello, i cui fogli sono incollati su quattro bordi, sono molto pratici perché la superficie su cui si dipinge rimane ben tesa, anche se si abbonda con l'acqua. Occorrerà tuttavia fare molta attenzione quando si dovrà staccare il foglio del blocco; poiché la composizione della carta è stratificata si rischia che si slabbri sul bordo se l'opera non è ben asciutta. Orizzontale o verticale? La figura dell'artista che tutti abbiamo in mente è quella della persona che dipinge o disegna tenendo la tela o il blocco verticale, di solito appoggiato su un cavalletto, in realtà è bene mantenere questa posizione solo in determinati casi. Il supporto dovrà essere verticale o inclinato quando si usano i pastelli oppure il carboncino, in modo che la polvere, che inevitabilmente si forma lavorando, scivoli a terra, senza sporcare il disegno. Quando invece si stanno usando colori ad acqua, il foglio dovrebbe essere mantenuto in posizione orizzontale, possibilmente fissato su un supporto rigido per evitare che l'acqua lo deformi (ideale a questo scopo sarebbe un foglio fissato su un telaio). Il blocco per schizzi Il disegnatore professionista ha sempre con sé un blocco o un taccuino da disegno, in questo modo può fare degli schizzi alle cose che lo colpiscono. Il formato della carta deve essere molto ridotto, andrebbe più che bene un A4 (21×29,7 cm), e la grammatura dei fogli non è di grande importanza. In commercio vi sono molti blocchi studiati per questo utilizzo, ad esempio la linea Schizza e strappa che offre blocchi di tutte le dimensioni di carta bianca (senza righe o quadretti) a un costo relativamente basso.Consigli Inutile ricordare che la carta dovrà essere in perfetto stato, senza pieghe o rughe: rammentiamo che le tracce di grasso lasciate dalle dita, per quanto impercettibili, impedisco o al colore di fare presa. È importante quindi mantenere una corretta posizione di lavoro. La tavolozza La comune tavolozza è un piano di cui l'artista si serve per mescolare i colori; può essere di legno, di porcellana o di plastica, di forma ovale o rettangolare. La tavolozza di legno ha vantaggio di essere leggermente assorbente, cosicché il colore non scivoli né sgoccioli. Per impugnarla si inserisce il pollice della mano sinistra (o comunque della mano che non tiene il pennello) nel foro previsto sulla parte superiore della tavolozza, e quindi si appoggia il piano sul palmo della mano. Sui bordi della tavolozza di solito si dispongono i colori dei quali si presume di aver bisogno nella seduta, mentre per la mescolanza si usa il centro, che quindi, alla fine del lavoro, appare incrostato di colori mescolati. È bene abituarsi a pulire la tavolozza ogni volta dopo averla usata, così che i resti di colore non vadano a mescolarsi con quelli che si useranno la volta seguente. Per punirla basta usare dell'acqua (o acqua ragia in caso di colori a olio), se le incrostazioni sono fresche; se invece il pigmento è secco, si deve raschiarlo come una spatola. Parlando in gergo pittorico, per tavolozza si intende tanto il piano di legno su cui vengono distribuiti i colori, quanto l'insieme dei colori stessi distribuiti sulla sua superficie. Si distingue l'abilità dell'artista da come dispone le varie materie cromatiche, determinato dall'applicazione della teoria del colore e mediato dal suo gusto personale. Se avete appena acquistato una tavolozza in legno è molto probabile che assorba troppo il colore, per risolvere il problema potete levigarla con della carta vetrata e poi strofinarla con olio di lino, così i colori penetreranno molto meno.Le tavolozze di plastica sono sicuramente le più pratiche, si puliscono sempre perfettamente, non assorbono il colore e si trovano in tutti i formati, addirittura con i vani porta colore incavati. Se non avete voglia di spendere dei soldi per una tavolozza, invece, potrete comodamente utilizzare dei recipienti improvvisati, piatti o bicchieri di plastica (magari usa e getta così alla fine non dovrete nemmeno pulirli), vaschette di qualunque tipo, cartoncino plastificato, o ancora meglio vecchi piatti o tazzine (ideali da pulire dopo l'uso). Se invece lavorate a un dipinto che richiede più giorni di lavoro, avrete la necessità di riutilizzare gli stessi colori, ma non sempre però si riescono a ottenere mescolanze identiche e i tentativi richiederebbero molto tempo; la soluzione migliore è preparare del colore in quantità e conservarlo in un vasetto ben tappato. Se frequentate una scuola d'arte, ad esempio, vi capiterà molto spesso di dover conservare del colore per una settimana o più. E se per caso non avete un vasetto con il tappo a disposizione? Non disperate, potete fabbricarvi un tappo momentaneo: chiudete il vasetto o contenitore con una serie di stracci umidi ben uniti da elastico o nastro adesivo. In questa maniera riuscirete a conservare il colore anche per due settimane senza affliggervi nel tentativo di ottenere la stessa mescolanza!.Contenitori per l'acqua e stracci Indispensabili tanto quanto la tavolozza sono questi strumenti. Il contenitore per l'acqua deve sempre essere presente sul tavolo del pittore, e di solito ce ne sono almeno due, uno per sciacquare i pennelli (l'acqua di questo andrà cambiata molto spesso) e uno per utilizzare l'acqua pulita nelle mescolanze di colore. Il contenitore, similmente alla tavolozza improvvisata, può essere un vecchio vaso, una bottiglia di plastica tagliata a metà, o qualunque altro oggetto che permetta di contenere una buona quantità d'acqua (attenti ai bicchieri di plastica che, contenendo poca acqua e di conseguenza essendo molto leggeri, sono facili da far cadere… magari proprio sul lavoro ultimato). Anche in questo caso in commercio esistono diversi prodotti. Uno tra i più conosciuti è il cosiddetto "lavapenneli". Questo oggetto lo potete trovare solo nei negozi di belle arti molto forniti. Si tratta di un contenitore in alluminio munito di una molla per inserire i pennelli che in questo modo rimangono sospesi e non toccano il fondo. Può sembrare un oggetto superfluo, ma in realtà è molto utile, difatti spesso ci si dimentica qualche pennello nel vaso dell'acqua, il quale purtroppo se lasciato lì per troppo tempo si inclina irrimediabilmente. Una volta rovinato il pelo il pennello è quasi inutilizzabile, soprattutto se è di dimensione piccola (1-5).Anche gli stracci come i contenitori per l'acqua sono indispensabili, difatti servono per asciugare il pennello, per pulirlo dal colore in eccesso o semplicemente per asciugare i vari strumenti dopo averli lavati (così eviterete di sporcare gli asciugamani di casa!). Lo straccio deve essere di cotone, il colore non importa. Utilizzando altri tessuti come lana o acrilici, l'acqua non viene assorbita. Potete riciclare vecchi strofinacci o indumenti inutilizzati, ricordando che lo straccio va sostituito quando è troppo sporco.
Eventualmente, in mancanza dello straccio, potete utilizzare anche tovagliolini di carta, ma non è consigliabile, difatti ne usereste una quantità enorme e il tutto diventerebbe troppo dispendioso e poco ecologico. Cavalletto Indispensabile per la pittura in studio, il cavalletto è molto comodo, estremamente pratico e permette di realizzare quadri di ogni dimensione. Sia esso in legno o di metallo, è bene procurarsi fin dall'inizio il tipo dotato di un meccanismo che permetta di abbassare e sollevare il sostegno inferiore del supporto, in modo da poterlo avere centrato rispetto all'altezza del nostro sguardo. Consigliamo inoltre di verificare che ci sia la possibilità di inclinare leggermente in avanti la tela, il modo da potere eliminare, se fosse necessario, ogni bagliore sul dipinto derivante dal riflesso delle luci. Di seguito alcuni tipi di cavalletti: Cavalletto da studio a manovella La manovella permette il movimento del portatelaio, questo può anche essere dotato di cassetti portacolori (come nella foto). L'asta centrale è inclinabile ed allungabile. Misure del modello nella foto Base: 68-70 cm Altezza: 167 cm Altezza max telaio: 235 cm Peso: 32 Kg Costo indicativo: 650€ circa*Cavalletto ribaltabile È inclinabile in qualsiasi posizione e regolabile grazie al movimento a cremagliera, dotato di vano porta colori. Misure del modello nella foto: Base: 67-65 cm Altezza min-max: 160-280 cm Altezza max telaio: 140 cm Peso: 22 Kg Altezza piano tavolo: 82 cm Costo indicativo: 300€ circa* I cavalletti da studio possono essere di tanti modelli e grandezze, su tutti i modelli l'altezza dei portatelaio è regolabile grazie al movimento a cremagliera. Su certi modelli è presente un vano o un cassetto porta colori. Alcuni esempi: 1 – Cavalletto da studio grande Base: 67-60 cm Altezza min-max: 230-305cm Altezza max telaio: 165 cm Peso: 18 Kg Cavalletto da studio medioBase: 58-58 cm Altezza min-max: 190-270 cm Altezza max telaio: 135 cm Peso: 13 Kg Cavalletto da studio piccolo Base: 56-52 cm Altezza min-max: 170-235 cm Altezza max telaio: 116 cm Peso: 10 Kgi indicati si riferiscono all'acquisto in negozi di belle arti, ovviamente possono subire variazioni di negozio in negozo.Cassetta da pittore La cassetta da pittore è solitamente di legno, di diverse dimensioni e munita di maniglia per essere facilmente trasportabile.Contiene una tavolozza, dove si versano e mescolano i colori, fissabile alla cassetta stessa tramite le puntine metalliche di cui è dotata, così è possibile trasportarla anche quando rimangono sulla sua superficie tracce di colore ancora fresco. Ci sono inoltre due scomparti per i pennelli, le scatole, gli stracci, i solventi e i tubetti di colore. Su un mercato esistono anche cassette munite di cavalletto pieghevole inserito all'interno, che di solito si usa per dipingere all'aria aperta. Bisogna però mettere in conto il peso che la cassetta viene ad assumere così attrezzata. Tela, cartone o legno La superficie su cui solitamente si dipinge a olio è la tela o il cartone telato, a differenza della tempera, la quale, presentando tra le sue caratteristiche la possibilità di essere combinata con diversi tipi di legante, si usa indifferentemente su carta (meglio se ruvida), cartone, tela o legno. Quando si parla di tela, si intende qualsiasi tipo di tessuto teso e fissato a un telaio di legno. Solitamente le tele sono di lino greggio, cotone o canapa, oppure di prodotti acrilici come il poliestere o il rayon, poco consigliati però per la pittura a olio. Il telaio è fornito di quattro cunei che servono a tendere la tela per evitare che si formino pieghe antiestetiche. La superficie della tela può essere più o meno grossolana, a seconda che si voglia dipingere molto "pastosamente", in stile impressionista, oppure in modo più morbido e uniforme. Dato che la superficie della tela non è uniforme, è consigliabile ricoprire uniformemente la base del dipinto prima di iniziare ad applicare il colore. In commercio esistono anche tele già preparate per l'uso, altrimenti potrebbe essere sufficiente dare una o due passate di colore bianco sulla base prima di iniziare a dipingere.Telato viene chiamato quel cartone sulla cui superficie è disegnata una rete di linee orizzontali e verticali provocate dalla pressione della pressa che lavora la pasta di legno. Telato è molto semplicemente anche quel cartone su cui è incollata una tela di rayon. Oltre che su tela si può dipingere a olio o su tavole di legno, su cartone o su fogli di masonite. Nel caso si dipinga direttamente sul legno bisogna ricordarsi di impegnare la base con un buon prodotto antitarlo.I pennelli Sono mezzo fondamentale di cui il pittore si serve per realizzare la sua opera. Esiste una vasta gamma di modelli per ogni esigenza che vengono classificati per numeri. Vanno dal numero 000, il più fino, fino ad arrivare ai numeri 20 o 30, la numerazione e la quantità di numeri dipendono dalla marca del pennello e dal tipo di setola. Non è detto che il pennello numero 5, ad esempio, abbia lo stesso spessore a prescindere dalla marca, può essere più o meno grosso. I pennelli possono essere formati da pelo sintetico, da fibre naturali o da pelo animale.Il pennello sintetico può essere di varie qualità. La più bassa è quella che di solito usano i bambini a scuola, mentre la qualità superiore è adatta anche a professionisti, infatti, nonostante siano sintetici i peli sono molto simili a quelli animali. Importante ricordare che i pennelli sintetici sono anche i più economici, possono partire dai 2€ per un pennello n.00 e arrivare ai 30€ per un pennello n.20, il costo dipende non solo dalla grandezza, ma anche dalla forma, dalla marca e dalla qualità stessa del tipo di setola.Il pennello animale può essere formato da peli di martora, di bue o setole di maiale (questi sono i più comuni in commercio, possono esserci pennelli anche di altri peli come ad esempio puzzola, tasso, pony, capra e vaio -per pelo di vaio Kasan si intende il pelo di un tipo di scoiattolo le cui punte hanno riflessi rosso-marroni, mentre il pelo in se stesso è grigio brizzolato- che però sono meno diffusi). Fino a pochi anni fa questi pennelli rispetto a quelli sintetici avevano una qualità migliore e una resistenza superiore nel tempo, ma al giorno d'oggi la tecnologia ha fatto progressi enormi anche nel settore artistico a non c'è più una differenza abissale con un prodotto sintetico di alta qualità, anzi, spesso i pennelli sintetici sono assai migliori di quelli di bue, ad esempio.I pennelli di bue sono di media qualità, con questi si può usare qualunque pittura senza problemi, il prezzo varia dai 3€ per un pennello n.00 ai 15€ per un pennello n.20, il costo dipende non solo dalla grandezza, ma anche dalla forma, dalla marca e dalla qualità stessa del tipo di setola.I pennelli di setola di maiale o setola naturale dispongono di un'elasticità straordinaria e di diverse punte finali, ovvero la punta si divide in più punte: durante il processo di crescita, la setola si spezza e vengono a formarsi due o più punte; il pennello diventa folto ed è in grado di assorbire più colore. I prezzi sono abbastanza economici, da 1€ per un pennello n.1 ai 8€ per un pennello n.20*, ma per marche più pregiate (ad esempio Maestro che crea una particolare chiusura delle setole sfruttando la loro curva naturale) I pennelli di martora sono i più pregiati, precisissimi e molto morbidi, l'unico lato negativo è il prezzo che sale molto rispetto agli altri tipi, però se trattati con cura durano sicuramente molto di più. Il prezzo varia dai 3€ per un pennello n.00 ai 90€ per un pennello n.20, anche in questo caso marche particolari come Maestro (per la loro produzione viene utilizzata esclusivamente la coda della "mustela sibirica", maschio del periodo invernale) possono arrivare oltre i per pennelli hanno principalmente tre forme: Piatto Sono colori che si sfumano con estrema facilità, composti da terre polverizzate, pigmentate e amalgamate a sostanze gommose, in modo da formare un agglomerato non eccessivamente duro. Di forma cilindrica o squadrata, sono protetti da una carta su cui sono stampati il nome del colore e il suo numero di riferimento.I gessetti si usano direttamente sulla carta e offrono ottime possibilità cromatiche; inoltre i colori si mantengono tali se si ha l'accortezza di usare un prodotto che fissi la polvere colorata sul foglio.Esistono in commercio prodotti venduti in confezioni spray, studiati appositamente per le diverse tecniche di disegno e di pittura. Bisogna ricordarsi di usare la maschera antismog quando li si utilizza. A una distanza di circa 30 cm si spruzza con regolarità la superficie da trattare prima in senso orizzontale (da sinistra verso destra procedendo dall'angolo in alto a sinistra del foglio), quindi in senso verticale procedendo da sinistra verso destra.La spruzzatura deve avvenire sul foglio quasi verticale, con un'inclinazione di circa 60°. Dopo la spruzzatura, al fine di evitare gocciolature, si tiene il foglio su un piano orizzontale fino a completa asciugatura.Rotondo A lingua di gatto Ci sono anche altri tipi che si usano per tecniche particolari, ad esempio a ventaglio, a tampone,a cipolla, a spada o il bombasinoI pennelli piatti si utilizzano soprattutto per coprire aree di colore senza ottenere effetti particolari, questi possono essere più o meno rigidi a seconda della tipologia di pelo, mentre coi i pennelli tondi si riescono a ottenere un'enorme varietà di segni e di norma sono molto morbidi. I pennelli a lingua di gatto, infine, sono formati da pelo morbido un po' più corto rispetto agli altri tipi, solitamente la punta è una via di mezzo tra i pennelli tondi e piatti. La lunghezza del manico è molto variabile e dipende dalla marca La storia I pastelli, così come li conosciamo, sono entrati nell'uso corrente circa duecento anni fa. A differenza dell'acquerello, che è trasparente, essi sono coprenti e di aspetto vellutato; la morbidezza e il colore fresco e brillante ne fanno uno dei materiali per dipingere con effetti più gradevoli e di ispondenza più immediata. I bastoncini di pastello sono composti di una pasta di pigmento in polvere, legato con gomma leggera o resina, il loro nome deriva da questa pasta. Possono essere impiegati in molti campi, dalla grafica alla pittura a olio, senza richiedere un medium che ne complichi l'uso. Per contro, il pastello, chimicamente purissimo, è di difficile protezione da danni accidentali e, quindi, dura nel tempo solo se si fissa con molta cura. Anche la gamma tonale è limitata ed è difficile correggere gli errori. Il colore, infatti, può venire leggermente alleggerito con un pennello di setola o con una gomma pane, ma questo intervento può appiattire il supporto e togliergli capacità di trattenere il colore, e quindi opportuno organizzare bene le fasi del disegno e poi realizzarle con molta cura. I gessi venivano usati su carta colorata dai primi disegnatori: Pieter Paul Rubens (1577-1640) usò gesso nero e rosso, lumeggiato con gesso bianco, per lo studio del ritratto della moglie Isabella Brandi; Jean Honoré Fragonard (1732-1806) e Antoine Watteau (1684-1721) disegnavano su carta colorata con gessi colorati e bianchi. In tempi in cui era raro che una donna acquistasse una certa notorietà come artista, la veneziana Rosalba Carriera (1677-1757) divenne famosa come abile pastellista: la finezza e delicatezza dei suoi ritratti è evidente nello schizzo che ritrae Watteau, eseguito prima della sua morte, nel 1721. Ancora più grande fu Quentin de La Tour (1704-88) che, insieme a Jean Baptiste Perroneau (1715-83) e Jean Baptiste Chardin(1699-1779), raffigurò, soprattutto con famosi ritratti, il tempo e la corte di Luigi XV e XVI. Il pittore impressionista Edgar Degas (1834-1917) divenne un grande ammiratore e collezionista dei pastelli di La Tour e sviluppò una tecnica che avrebbe stupito non poco i suoi predecessori. Tuttavia, nonostante i livelli qualitativi raggiunti da Degas, Odilon Redon (1840-1916) e Mary Cassatt (1845-1926), il pastello è rimasto in genere un mezzo poco apprezzato dagli artisti rispetto ad altre tecniche come l'olio e persino la gouache.Cosa serve per iniziare Pigmenti differenza di altri mezzi pittorici, i pastelli non possono essere mescolati sulla tavolozza per formare altri colori e toni; sono quindi prodotti separatamente e in un gran numero di tinte, circa 600, di marche diverse. Sennelier produce una gamma di 551 colori e tonalità, Qrumbacher 336. Selezionare la quantità e i colori necessari è senz'altro un problema di scelta individuale. Una gamma di base può comprendere circa 48 colori mentre una piccola serie di 12 pastelli può essere sufficiente per disegnare all'aperto. Si può iniziare con una serie già confezionata e aumentare i pastelli man mano che se ne presenta la necessità. Grumbacher, Winsor & Newton e Talens Rembrandt producono scatole di ogni dimensione. I pastelli sono disponibili in tre tipi: morbidi, medi e duri; quelli morbidi offrono la gamma più brillante di colori, sono più facili da maneggiare e in genere sono i più usati. È bene acquistare pastelli che portino sull'etichetta l'indicazione precisa del pigmento usato, come ad esempio: verde smeraldo, blu oltremare o ocra gialla. Altri tipi, che all'inizio possono sembrare brillanti, si rivelano in seguito poco permanenti. Per il principiante può essere sufficiente un corredo di soli quattro colori: nero, bianco (per fornire un contrasto freddo), rosso (rosso veneziano o sanguigna) e bruno. Le crete rettangolari nere, sanguigna e bruna sono utili per lo schizzo preliminare e per mettere in evidenza le linee del disegno. (v. Carboncino). I produttori indicano i colori con un nome e un numero utilizzando una scala da 0 a 8, per distinguere i toni dal chiaro allo scuro. Tuttavia, non esiste un sistema standard. Alcune marche, come la Talens, indicano anche, con una scala decimale, la quantità di bianco che è stata aggiunta al colore di base. Per formare la tavolozza di base, un tono chiaro, uno medio e uno scuro per ciascun colore sono sufficienti. Dato che i campionari delle tinte forniti con le scatole sono stampati su carta bianca, quando si dipinge su carta più scura o colorata è bene preparare un campionario personale delle tinte. I pastelli a olio sono più resistenti e meno friabili di quelli normali. Sono l'ideale per tracciare il disegno iniziale di un dipinto a olio o per bozzetti. I pastelli possono essere usati con altri tipi di colori, sovrapposti a un acquarello, a una gouache, a un inchiostro e viceversa. Come fabbricare i pastelli Fabbricare i propri pastelli richiede pazienza, ma è un'arte non molto difficile. Il prodotto finale sarà certamente meno costoso di quello acquistato già pronto e può anche risultare più soddisfacente per la possibilità di creare tinte particolari. Per la soluzione legante occorrono: polvere di gomma adragante o fogli di gelatina - acqua distillataPer ottenere una notevole quantità di soluzione si mescolano in una bottiglia con tappo a vite 25 grammi di gomma adragante in polvere in 1 litro di acqua distillata e si lascia riposare in luogo tiepido per un'intera notte. Se la soluzione va conservata per un certo periodo di tempo, si aggiunge mezzo cucchiaino di beta-naftolo e si agita bene. Su una lastra di vetro si mescola il pigmento con un po' di soluzione, tenendo presente che ogni pigmento reagisce in modo diverso. Per ottenere pastelli più morbidi è bene aggiungere più acqua distillata alla soluzione originale. Un metodo ancora più semplice: in un fazzoletto di carta si mescolano a lungo bianco di zinco e pigmento colorato in uguale quantità e si lascia da parte metà della polvere che si mescolerà in seguito con una uguale quantità di bianco per ottenere un tono più chiaro. L'altra metà viene impastata su una lastra di vetro con acqua distillata, aggiungendo poi un po' di soluzione di gomma o di gelatina. Si appoggia la pasta su carta assorbente per eliminare l'eccesso di umidità e si conforma in piccoli cilindri con l'ausilio di un pezzo di cartone ricoperto di carta assorbente, oppure arrotolandolo tra le mani come se fosse una sigaretta. Il pastello deve asciugare a temperatura ambiente per almeno 24 ore. Supporti La buona riuscita di un disegno a pastello dipende in larga misura dalla qualità del colore e dalla granitura del supporto. La carta deve essere sufficientemente ruvida da trattenere il pastello quando questo viene sfregato sulla sua superficie; anche il suo colore è importante perché parte del supporto può essere lasciato scoperto per illuminare il dipinto o, nel caso di carta scura, per creare contrasti netti od ombre. La carta adatta ai pastelli è di cellulosa o di stracci, bianca o colorata, di grana assai simile ai buoni supporti per acquerello o disegno. Esiste un tipo di carta vetrata, morbida e a grana finissima, creata apposta per i pastelli; esiste anche una carta molto soffice, a fibra vellutata, detta bambagina. Si possono utilizzare tele già preparate o un tessuto molto leggero incollato su cartoncino o su laminato. Tra le carte colorate, la Ingres è la più affidabile per lavorare a pastello. Quella della Fabriano ha due grammature: 90 e 160 g/m2; i colori consigliati sono: grigio pietra, grigio medio e rossiccio. Le carte Ingres della Tumba (15 colori) e della Canson (21) hanno graniture particolari. Per non correre il rischio che la carta colorata sbiadisca, alcuni artisti preferiscono colorare da sé i propri supporti. Un metodo consiste nello sfregare la carta con uno straccio umido intinto nella polvere di un pastello ben macinato. La polvere in eccesso deve essere eliminata quando la carta è asciutta. Un disegno a pastello può essere attaccato dalla muffa; si può prevenire questo fenomeno impermeabilizzando la carta con una leggera soluzione fungicida o con una soluzione di formalina al 10%. Attrezzatura Un cavalletto e la tavoletta da disegno sono le attrezzature che chi disegna a pastello ha in comune con l'acquerellista (v. strumenti e supporti). Si ha bisogno inoltre di una lastra di vetro, di una spatola e di sfumini (bastoncini di carta strettamente arrotolata che servono per togliere la polvere di colore o, sfregati sul colore, per creare sfumature ed effetti speciali). Gli sfumini di pelle sono bastoncini di legno con la punta di pelle scamosciata. Altri attrezzi utili sono: una gomma pane, un coltello affilato, un nebulizzatore, fissativo, carta vetrata per fare la punta ai pastelli, carboncino per i contorni e per finire una serie di pastelli ben scelti. Come dipingere Questo effetto si ottiene passando un pastello senza punta su carta ruvida, muovendo la mano sempre nella stessa direzione. Questo effetto si ottiene passando un pastello senza punta su carta ruvida, muovendo la mano sempre nella stessa direzione.Questo effetto si ottiene tracciando su carta dei tratti decisi, il colore crea un effetto vibrante. Questo effetto si ottiene tracciando su carta dei tratti decisi, il colore crea un effetto vibrante.Questo effetto si ottiene sovrapponendo linee di direzione opposta: tratto incrociato. Questo effetto si ottiene sovrapponendo linee di direzione opposta: tratto incrociato. Questo effetto si ottiene premendo lo spigolo del pastello, si formano linee sottili e decise. Questo effetto si ottiene premendo lo spigolo del pastello, si formano linee sottili e decise.Questo effetto si ottiene sfregando il pastello nel senso della lunghezza senza la carta di protezione. Questo effetto si ottiene sfregando il pastello nel senso della lunghezza senza la carta di protezione.Questo effetto si ottiene sfregando dei tratti netti con la punta delle dita. Questo effetto si ottiene sfregando dei tratti netti con la punta delle dita. Questo effetto si ottiene utilizzando la gomma pane: il colore viene lumeggiato o asportato in modo da creare texture più chiare. Questo effetto si ottiene utilizzando la gomma pane: il colore viene lumeggiato o asportato in modo da creare texture più chiare.Pastelli a olio e trementina 1) Con un pastello a olio preparate su un foglio di carta ruvida una superficie uniforme. Pastelli a olio e trementina 1) Con un pastello a olio preparate su un foglio di carta ruvida una superficie uniforme. Pastelli a olio e trementina 2) Inumidite un pennello nella trementina e passatelo sopra, il colore si spande e penetra nella carta. Se poi ripassate con dei tratti decisi di pastello otterrete una bella texture.Pastelli a olio e trementina 2) Inumidite un pennello nella trementina e passatelo sopra, il colore si spande e penetra nella carta. Se poi ripassate con dei tratti decisi di pastello otterrete una bella texture.Sfumare il colore Per sfumate utilizzate uno sfumino, il risultato ottenuto sarà molto preciso. Sfumare il colore Per sfumate utilizzate uno sfumino, il risultato ottenuto sarà molto preciso. Sfumare il colore Sfregate un pezzetto di carta sulla superficie colorata, il pastello penetrerà nel foglio e renderà il colore stabile. Sfumare il colore Sfregate un pezzetto di carta sulla superficie colorata, il pastello penetrerà nel foglio e renderà il colore stabile. Schiarire il colore Con uno spigolo della gonna pane eliminate piccole zone di colore creando toni più chiari e luminosi. Schiarire il colore Con uno spigolo della gonna pane eliminate piccole zone di colore creando toni più chiari e luminosi. Texture colorata Con tratti brevi e spessi di tono chiaro su un colore più scuro si possono creare belle texture e collegare zone diverse.Texture colorataCon tratti brevi e spessi di tono chiaro su un colore più scuro si possono creare belle texture e collegare zone diverse.Texture colorata Con il carboncino si ottengono toni forti e scuri, tracciate larghe linee nere e spandetele con il plpastrello.Texture colorata Con il carboncino si ottengono toni forti e scuri, tracciate larghe linee nere e spandetele con il polpastrello.Particolari I pastelli in forma di matita si utilizzano per delineare particolari precisi nel disegno. Particolari I pastelli in forma di matita si utilizzano per delineare particolari precisi nel disegno. Prima di iniziare un disegno, è bene disporre i pastelli su un pezzo di stoffa morbida, o su cartone ondulato, allineandoli secondo il colore e le tonalità. Questo consente di non interrompere il lavoro per cercare il pastello di cui si ha bisogno in un dato momento. Esercitandosi a usare segni, colori, carte diverse si nota subito che con i pastelli si possono tracciare linee spesse e sottili e texture diverse. Per esempio, la punta spezzata di un pastello, sfregata di spigolo sulla carta, traccia una linea sottile; appoggiando la stessa punta piatta sulla carta, si ottiene un tratto di colore piatto e uniforme. Una pressione più decisa fa penetrare una maggiore quantità di colore nella granitura della carta; una pressione leggera lascia maggiormente scoperto il fondo del foglio. I pastelli applicati su carta vellutata, come la bambagina, creano morbide macchie di colore. Su tela sottile il colore risulta uniforme. Su carta vetrata o carta Ingres il pastello lascia abbondantemente scoperta la granitura del fondo. Si possono ottenere delicati contrasti raccogliendo su un pennello rigido o su uno straccio un po' di pastello macinato per poi applicarlo sul disegno. Un tratteggio sottile o incrociato, oppure l'alternanza di segni in colori e toni diversi, producono chiaroscuri di grande effetto. I segni ampi e regolari sono i più adatti per lavori dal vero all'aria aperta. I pastelli non devono essere sfregati troppo perché questo potrebbe rendere liscia la superficie della carta, rovinare la texture del foglio e imbrattare i colori. Anche lavorando con la gomma pane bisogna dare tocchi leggeri. Un buon metodo per applicare il colore polverizzato è quello di usare un dito; lo stesso metodo serve per fondere o sfumare segni di colore diverso. Si disegna sempre con la carta in posizione obliqua in modo che la polvere di pastello scivoli via dal foglio; per liberarsi dalla polvere in eccesso si soffia di frequente sulla, superficie. Si possono mescolare i colori in diversi modi: sfregando colori diversi uno sull'altro, come avviene nel tratteggio o nel tratteggio incrociato, anche se in questo caso non si sfumano; eseguendo un tratteggio con angolatura diversa; con la tecnica dei puntini di diversi colori; sfumando leggermente con il dito o uno sfumino. È pratica usuale iniziare il disegno eseguendo i contorni a carboncino, organizzando mentalmente colori e segni. Il pastello è difficile e spesso impossibile da correggere. A volte si possono ridefinire le linee sul disegno terminato usando di nuovo il carboncino, anche se è da evitare: si deve disegnare in modo preciso, con tratti netti, altrimenti la composizione apparirà incerta e macchiata. Un pastello ben appuntito come lo Stabile Othello può essere utile per rifinire con precisione i particolari. Degas trovò il modo di costruire una sorta di impasto a pastello isolando con il fissativo ogni strato di colore appena applicato e stendendovene sopra un altro non appena il fissaggio era asciutto. L'ultimo strato veniva spesso lasciato senza fissativo. Nei suoi dipinti più tardi si serviva di segni ampi e decisi per ottenere zone di ombra e di luce a struttura irregolare. Prova di balletto (1877), Tre danzatrici che fanno toilette (1899) e Danzatrici (1899) rivelano la sua padronanza nell'ottenere effetti di luce insoliti.
Georges Seurat (1859-91) utilizzò i pastelli per dipingere secondo la tecnica del puntinismo. Nella sua gouache Caffè concerto si servì di pastelli neri per ottenere effetti di densità e ombra. Pierre Auguste Renoir (1841-1919) disegnò con pastelli grassi rossi e neri e più tardi con sanguigna, rischiarando con lumeggiature bianche e accentuando determinati effetti con tocchi neri. Nei suoi pastelli Ragazza con rosa e Lavandaia con bambino sono ben evidenti la qualità delle variazioni tonali, e la leggerezza di linee e tratteggi che creano la lievità delle figure. La storiaLa penna e l'inchiostro sono da molti secoli strumenti usati da artisti e disegnatori, infatti sono molto economici e consentono una varietà di forme espressive individuali illimitate. Una delle particolarità che emerge da qualsiasi studio del disegno a penna è la diversità di temperamento degli artisti che sono stati attratti da questo mezzo, ed è curioso osservare come questi stili siano ricorrenti nel tempo. Così il piglio vivace di Salvator Rosa (1615-73) ci riconduce, tra gli artisti di oggi, a Ciaes Oldenburg (n. 1929) e a Jan Ribbon (n. 1924), mentre lo stile più freddo, calligrafico e sensibile di Leonardo (1452-1519) e Botticelli (1445-1510) riaffiora nei disegni a penna di molti artisti contemporanei. Furono i monaci medioevali a diffondere per primi l'uso del disegno a penna. Il supporto su cui eseguivano i loro disegni era in genere pergamena: di capra, pecora o anche meno robusta come vitello, agnello e capretto. Le penne di cui si servivano erano solitamente penne d'oca. I disegni dei monaci non furono certo i primi a essere eseguiti con penne d'oca, tuttavia, i principi di base per l'uso della penna e le tecniche utilizzate in seguito dai formidabili disegnatori del XV secolo risalgono a quel periodo. Durante il Rinascimento, le tecniche e i metodi si fecero maggiormente sperimentali, la scelta dei soggetti si ampliò e si associarono i mezzi pittorici più diversi. Gli artisti del Rinascimento incominciarono a utilizzare i pastelli, l'acquerello e le lumeggiature bianche. Il periodo post-rinascimentale fu assai ricco di disegnatori particolarmente dotati che si servirono della penna. L'approccio e le tecniche di Rubens (1577-1640) e Van Dyck (1559-1641) contrastano con lo stile meno teatrale e più intimo di Rembrandt (1606-69) i cui disegni a penna, appena velati di colore, sono profondamente emozionanti. Nel XVIII secolo, l'inglese Hogarth (1697-1764) fu un disegnatore di prim'ordine. Impiegava pochissimo tempo per lo schizzo preparatorio e il suo stile nervoso e calligrafico coinvolge immediatamente chi osserva, rendendolo partecipe dell'atmosfera delle sue opere. Alla fine del secolo scorso Aubrey Beardsley (1872-98) usò la grafica linearità del segno per le sue inconfondibili tavole a penna, che componeva per contrasti di zone bianche, neri uniformi, linee sottilissime. Negli Stati Uniti, Charles Dana Gibson (1867-1944) introdusse nel disegno a penna caratteristiche di robustezza e precisione fino allora sconosciute a questa tecnica. L'intelligenza e la vivacità di Caran d'Ache (1859-1909) e di Forain (1852-1931), entrambi svizzeri, aggiunsero un tocco tipicamente francese all'arte grafica del tempo. Tra gli artisti più dotati del disegno a penna, vi sono, nel XX secolo, Matisse (1869-1954), Picasso (1881-1973) e Pascin (1885-1930). In Gran Bretagna, l'impulso dato a questa tecnica da Gaudier-Brzeska, artista dalla vita breve (1891-1915), è ancora vivo oggi nelle illustrazioni di molte riviste, specialmente appartenenti al campo della moda. Cosa serve per iniziare Tipi di penna Oggi vi sono in commercio molti tipi di penne: penne da intingere, con una grande varietà di pennini, penne stilografiche, penne a serbatoio, oltre a quelle più tradizionali di canna, di bambù e alle penne d'oca. Penne a cannuccia
Sono le più versatili, le più economiche e sono particolarmente adatte per chi comincia. Le cannucce possono essere usate con una grande varietà di pennini che vanno provati per individuare quelli più adatti alle proprie esigenze. I pennini tracciano segni di spessore diverso: tra i diversi tipi a punta fine o a punta tronca segnaliamo il pennino per scrittura in tondo, quello per corsivo, quello per musica e quello per scrittura fiorita. I tipi per scrittura hanno il cannello di attacco aperto e di forma ovale, quelli per calligrafia o cartografia hanno cannelli tubolari. I pennini si possono usare con qualsiasi inchiostro nella quantità necessaria per ottenere segni pesanti e segni leggeri, e hanno il pregio di non incepparsi, a meno che la carta non sia troppo morbida e pelosa. Oltre alle cannucce normali, esistono anche quelle provviste di un piccolo serbatoio di rame, ma sono poco efficienti rispetto alle penne stilografiche o a quelle a china; inoltre si devono pulire dopo l'uso per evitare che si occludano.Penne stilografiche Le penne stilografiche dovrebbero essere caricate con inchiostri stilografici idrosolubili: l'inchiostro viene aspirato nel serbatoio attraverso il pennino. La gamma dei pennini è assai limitata se la si confronta con quella delle cannucce. Penne a serbatoio (graphos) Per queste penne esistono inchiostri speciali, in una vasta gamma di colori, che si versano direttamente nel serbatoio. Sono dotate di pennini. di forme diverse, ognuna in spessori diversi. La penna Graphos Rotring possiede una gamma di 8 forme di pennino, contrassegnate con lettere dell'alfabeto, che tracciano linee larghe, spesse, sottili o finissime. Penne a china (rapidograph) Tracciano linee di vario spessore mediante punte intercambiabili formate da un sottile tubicino metallico il cui tratto è perfettamente uniforme in qualsiasi direzione la penna venga guidata. Gli illustratori le usano molto, almeno quanto i disegnatori tecnici ai quali la penna era inizialmente destinata. Una corretta manutenzione richiede che le punte siano vuotate e lavate con cura quando non sono usate per un certo periodo. In caso di uso continuato è bene tenerle nell'apposito umidificatore in modo che l'inchiostro non essicchi nel canale di alimentazione.Pennelli Se intendete disegnare a inchiostro con il pennello, acquistate dei buoni pennelli morbidi e flessibili, possibilmente di martora o equivalenti, e ricordatevi di sciacquarli sempre dopo l'uso (v. strumenti e supporti). Sarà bene esercitarsi con inchiostri diversi e introdurre anche i colori ad acquerello, a volte preferibili all'inchiostro di china diluito che nelle stesure uniformi risulta granuloso. Con i pennelli cinesi e l'inchiostro in tavolette si ottengono stesure sottilissime e trasparenti. La tavoletta di inchiostro viene sfregata su una tavolozza di steatite e inumidita con acqua distillata fino a quando il colore raggiunge l'intensità di nero o di grigio desiderata. Tipi di inchiostro Inchiostri da disegno Sono idroresistenti e quando essiccano formano una superficie lucida su cui sì può dipingere di nuovo. Si vendono in serie di diversi colori: in commercio troviamo la Rotring e la Pelikan che hanno 18 tinte, la Winsor & Newton 22. Per le penne tipo graphos esiste una gamma speciale di inchiostri colorati, di fluidità maggiore. L'inchiostro di china nero, a base di nero fumo è, tra tutti, il prodotto maggiormente usato.Inchiostri non impermeabili Esistono in vari colori e producono un effetto simile all'acquerello diluito. Penetrano nella carta più degli altri inchiostri e quando sono asciutti hanno superficie opaca. Anche gli inchiostri stilografici possono essere utilizzati per disegnare, ma la gamma dei colori è assai limitata. Il pigmento dell'inchiostro tende a depositarsi sul fondo, è quindi consigliabile agitare il flacone prima di farne uso. Se d'estate l'inchiostro evapora leggermente perché si è dimenticato il flacone aperto, il colore diviene più intenso e l'inchiostro più denso. Se si aggiunge all'inchiostro un piccolo quantitativo di acqua distillata questo riacquisterà la sua fluidità. Quando si sceglie un inchiostro, bisogna tenere a mente alcune particolarità di ciascun colore; per esempio, gli inchiostri marrone e seppia tendono a sbiadire nel tempo. Alcune varietà non impermeabili di inchiostro sono comode perché si diluiscono facilmente con l'acqua e permettono di ottenere toni che possono essere ulteriormente alleggeriti se si ripassa con un pennello imbibito d'acqua. I negozi di colori vendono una grande quantità di inchiostri colorati; tra questi ricordiamo quelli prodotti da Faber Castell, Rotring, Winsor & Newton, e FW. Tra gli inchiostri di china segnaliamo le marche: Rotring, Grumbacher, Winsor & Newton e gli inchiostri in tavoletta cinesi. Tra gli inchiostri stilografici vi sono queste marche: Parker, Faber Castell, Rotring e Pelikan. La Rotring produce cartucce di inchiostro per graphos e rapidograph, inchiostro da disegno per pellicole di poliestere e il tipo K per graphos e per penne in teflon. CarteUna carta molto sottile è quasi sempre povera di appretto, cosi che l'inchiostro la imbeva e si spanda in modo irregolare. Per disegnare a inchiostro è meglio usare carta da disegno pesante, da 200-250 g/m2, che permette di stendere mani di colore e di correggere senza danni. La carta per calligrafia, che costa quanto una buona carta da disegno pesante, è l'ideale se si vogliono ottenere linee nette e precise. La carta soffice non è adatta perché assorbe l'inchiostro, tende a ingiallire e a sfaldarsi; si lacera anche facilmente e i filamenti possono occludere il pennino. E meglio tendere la carta su una tavoletta da disegno (v. acquerello) se si intende dare stesure di inchiostro o di acquerello.Tecniche di utilizzoNel disegno a penna la tecnica di base utilizza la linea e il punto. Questi segni possono creare infinite strutture e si combinano anche con altri mezzi pittorici. Come sempre nell'ambito dell'arte, è bene studiare gli artisti che eccellono in un determinato campo, copiando i loro disegni e le loro tecniche per imparare a manipolare i materiali. Non si può iniziare un disegno a inchiostro senza essersi esercitati a lungo nel movimento e nel segno con una penna e un pennello. Bisogna imparare a non premere troppo per ottenere un flusso regolare dal pennino alla carta. Quando si adopera una cannuccia col pennino, si deve sempre intingere la stessa quantità di inchiostro e imparare a prevedere il momento in cui l'inchiostro finisce in modo da non dover interrompere nel mezzo di una lunga linea. È utile eseguire un disegno preparatorio con una matita morbida se si desidera realizzare un disegno a inchiostro accurato e non un rapido schizzo. Ma, una volta padroneggiata la tecnica, la spontaneità delle linee che fluiscono liberamente e delle impressioni visive tradotte istantaneamente in immagini creano risultati assai più efficaci di quelli che si hanno con riflessione e pianificazione. Per disegnare bene con il pennello occorre una lunga pratica perché la sua punta è molto flessibile. Il disegno ad inchiostro eseguito sia con il pennello sia a penna richiede gesti e movimenti ampi di tutto l'avambraccio e non della sola mano.Tonalità Nell'acquerello i toni si creano con mani successive di colore. Questo vale anche per il disegno a inchiostro ma, poiché un disegno a inchiostro è composto fondamentalmente da linee, vi sono altre tecniche per creare la profondità delle ombre e le variazioni tonali, per esempio: il tratteggio, il puntinato, il tratto scarabocchiato o le linee parallele graduate da spesse a sottili. Si hanno effetti molto diversi sovrapponendo a mani di acquerello o di inchiostro le tecniche che abbiamo appena elencato. Si creano texture utilizzando spugne, pezzi di stoffa (lana e pizzo), i polpastrelli o il legno. Si possono anche tracciare linee a penna su uno strato di trementina oppure su cera di candela o su liquido per mascherare; si possono soffiare macchie di inchiostro, o lasciarle gocciolare. Ma, in definitiva, è soprattutto la qualità della linea che conta per il risultato finale. Un disegno a inchiostro deve essere perfettamente asciutto prima che si possano cancellare le linee a matita del disegno preparatorio o stendere mani ad acquerello. Se la mano ad acquerello viene applicata troppo presto, l'inchiostro può stemperarsi e sporcare il colore.Questo effetto si ottiene tracciando linee di diverso spessore con l'aiuto di un righello. Questo effetto si ottiene tracciando linee di diverso spessore con l'aiuto di un righello.Questo effetto si ottiene tracciando delle linee molto leggere con una penna inclinata. Questo effetto si ottiene tracciando delle linee molto leggere con una penna inclinata.Questo effetto si ottiene con un pennino spesso. Questo effetto si ottiene con un pennino spesso. Questo effetto puntinato si ottiene usando pennini di spessore diverso. Prima ancora di incominciare, dobbiamo assolutamente sfatare un concetto che molto spesso si sente dire da chi non sa o non ha mai provato a disegnare: NON È VERO CHE SA DISEGNARE E DIPINGERE BENE SOLO CHI HA UNA DOTE NATURALE O È PARTICOLARMENTE DOTATO. Niente di più falso. Per raggiungere soddisfacenti risultati non è necessaria nessuna dote particolare, ma solo volontà e costanza. Non si può imparare tutto in un solo giorno e, se questa è la prima volta che vi avventurate nel mondo del disegno, sappiate che combinerete moltissimi disastri prima di arrivare a un risultato accettabile. Seguendo un metodo, procedendo per gradi e in maniera razionale, non senza la guida di un esperto fin dai primi passi, si potranno evitare perdite di tempo e immancabili errori di base che in seguito sarebbero più difficili da correggere.Cosa vuol dire disegnare? Il colore La percezione del colore dipende da un fattore soggettivo: un comando impartito dal cervello all'occhio umano. Per un daltonico, infatti, il colore rosso non esiste, e le stesse parole rosso, bianco, grigio non hanno senso se pensiamo al centinaio di rossi dei Maori, ai sette tipi di bianco degli eschimesi e alle più di 600 tonalità di grigio percepite dall'uomo urbano europeo del XX secolo. Parlare di colore implica che si parli di luce, dal momento che senza la luce non vi può essere colore. Per il pittore è di fondamentale importanza conoscere perfettamente le caratteristiche del colore poiché è questo il mezzo di cui si avvale per la realizzazione delle sue opere. La luce è la forma di energia che consiste in un movimento ondulatorio ad altissima frequenza. La lunghezza d'onda è compresa tra 0,7 e 0,4 micron e corrisponde all'aspetto dei sette colori conosciuti: il magenta (rosso tendente al violaceo), l'arancione, il giallo, il verde, il blu, l'indaco e il violetto che, componendosi, danno la luce bianca del sole.
In laboratorio, per mezzo di un prisma, si può procedere alla scomposizione cromatica delle luce del sole, provocando artificialmente il fenomeno dell'arcobaleno. Ecco allora apparire i sette colori dell'Iride. La luce è quindi colore. Quando poi la luce incontra un corpo opaco, dà luogo a effetti diversi a seconda della composizione molecolare di quest'ultimo. Nel caso in cui sia completamente assorbita dal corpo, vedremo nero, cioè ombra, assenza di luce. Nel caso in cui venga riflessa, apparendo quindi nel suo colore originale, vedremo il bianco. Perciò possiamo dire che il bianco e il nero non sono propriamente colori, ma luce e ombra. Vediamo i colori soltanto quando il corpo opaco assorbe la luce, riflettendone una parte. Ma occorre considerare che, in assenza di condizioni di massima luce e massima ombra, sarà sempre presente una valenza cromatica. Infatti in natura non esistono il bianco e il nero assoluti. È bene chiarire che, parlando di colore, si possono intendere due cose diverse: la luce, che è il colore vero e proprio, cioè l'effetto visibile o la materia colorante, ossia il pigmento. Fra i sette colori dello spettro solare tre sono primari: il magenta, il giallo e il blu. I colori primari costituiscono una classe a sé stante, in quanto ciascuno di essi è diverso dall'altro, unico e non ottenibile come mescolanza di altri colori. I rimanenti colori dell'Iride si ottengono mescolando questi tre colori di base. Se mescoliamo blu e giallo, avremo come risultato il verde; con magenta e giallo otteniamo il rosso, che diventa arancione se aggiungiamo ancora giallo; blu e magenta, invece, danno il violetto. L'indaco è considerato blu scuro, privo di giallo e influenzato dal magenta. Ricapitolando, i colori dell'Iride sono: magenta, giallo e blu (o il colori primari), arancione, verde e violetto (o colori secondari) e l'indaco, che è una variazione del viola.Mescolando fra di loro i colori secondari, in ogni combinazione possibile, riusciremo a ottenere tutti i colori esistenti in natura. Il nero, invece, è il risultato della mescolanza dei tre colori primari (sintesi sottrattiva) e il bianco deriva dalla sovrapposizione di tre fasci di luce, rispettivamente verde, blu e arancione (sintesi additiva). Proprio queste due sintesi dimostrano che in natura non esistono il bianco e il nero: essi sono l'effetto prodotto dalla somma di luce o di colore. Vediamo ora in che cosa consiste la teoria dei colori contrari: si basa sul fatto che i colori fondamentali della sintesi sottrattiva (magenta, giallo e blu) formano tra di loro il massimo contrasto, anche se nessuno di essi si oppone alla mescolanza con gli altri. Di conseguenza il verde (giallo più blu) sarà l'opposto del magenta (primario non compreso nel verde), il rosso (magenta più giallo) sarà l'opposto del blu (primario non compreso nel violetto). Questi colori opposti vengono detti complementari, perché ciascuno di essi serve da complemento agli altri due per formare la sintesi sottrattiva completa, con cui si ottiene nero. Esempi pratici della teoria dei colori Lo spettro fa in modo che una determinata tonalità appaia nitida oppure vicina ad altri colori. Le tonalità che risultano nitide corrispondono a colori complementari saturati, dato che ogni colore può raggiungere una sua massima intensità. Per esempio, un rosso non potrà mai essere più rosso di quello che è. Se lo vogliamo modificare, abbiamo due possibilità: combinandolo con il bianco possiamo fare modo che perda forza; viceversa, aggiungendo un po' di blu -in quantità molto ridotta, altrimenti il rosso tenderà al violetto, lo scuriremo. Provate queste sintesi cromatica su un foglio, disegnate dieci quadretti in successione. Dipingente il quinto di rosso e quindi tutti gli altri aggiungendo gradualmente del bianco in quelli di sinistra e del blu in quelli di destra. Accademia di belle arti di Udine. Gamma di colore Possiamo dividere i colori in tre gamme di vivacità, ciascuna delle quali individuata da pochi colori tipici: gamma fredda: viola, blu e verde; gamma calda: giallo, arancio e rosso; gamma pallida: i colori sono mitigati da varie tonalità di grigio. Ricapitolando, i colori secondari si ottengono mescolando a due a due i colori primari, mentre un colore primario mescolato a un colore secondario dà un colore intermedio. Se mescoliamo in parti uguali viola e giallo, otterremo il bistro (un colore molto scuro, quasi nero, che useremo al posto del nero per scurire i colori, mantenendo vivacità e brillantezza). Il bistro si ottiene anche dalla mescolanza di arancio e blu o di verde e rosso. Mentre un colore si scurisce col nero o con il bistro, tutti i colori chiari diversi si ottengono aggiungendo bianco o, nel caso della tecnica d'acquarello, diluendo il pigmento in acqua. Il grigio neutro è frutto della mescolanza di tre colori primari con il nero e il bianco, mentre le diverse tonalità di grigio si ottengono con il bianco o poco nero. Se si vuole "scaldare" il grigio, bisogna aggiungere un goccio di magenta. Se invece si vuole "raffreddarlo" bisogna aggiungere del blu.Proprietà fisiche dei coloritonalità: quantità di luce presente nei singoli colori; dipende dal grado di assorbimento della luce da parte della retina. intensità o cromaticità: brillantezza o opacità del colore, che varia dal chiaro allo scuro, dal brillante al tenue. gradazione: grado di luminosità di un colore. vivacità: qualità termica secondo la quale il rosso, l'arancione e il giallo sono considerati "caldi" mentre i blu, il verde e viola sono considerati "freddi". durezza: qualità tattile che fa considerare "duri" il rosso, il bianco e il giallo e "morbidi" il blu e il nero. tonalità affettiva: esistono colori che producono in noi piacere o avversione. forza: capacità di un colore di risaltare (per esempio il bianco e nero). grandiosità: è una delle qualità di stimolo più che di percezione.
area: le superfici verdi o blu sembrano più ampie di quelle rosse o gialle. localizzazione: rosso giallo sembrano più vicini, blu e verde più lontani. trasparenza: capacità di rivelare o di occultare ciò che sta dietro. brillantezza: è prodotta dal riflesso della luce sulla superficie dell'oggetto. Valori simbolici dei colori I colori hanno un'enorme influenza sullo stato d'animo: ogni colore provoca infatti una determinata reazione emotiva nel soggetto; si pensi soltanto l'uso di colori tenui come il celeste e il verde chiaro negli ambienti ospedalieri, al fine di trasmettere pazienti pace e tranquillità o, per contrasto, al colore giallo del taxi facilmente identificabile anche in pieno traffico oppure di notte. Anche nella nostra lingua ci sono modi di dire legati ai colori: ad esempio la disperazione è nera, la collera è rossa, la speranza è verde, mentre l'amore è rosa. Una sposa è tradizionalmente vestita di bianco, come un neonato, simbolo di purezza e innocenza. Nero, invece, è il colore del lutto, del dolore e del pianto. Composizione dei colori I pittori dell'antichità fabbricavano i colori personalmente e, nel produrli, ognuno usava un procedimento personale. Nel 1864 Eugène Chevrel catalogò le tinte antiche: 14.400 tonalità cromatiche materiali ottenute da sostanze naturali usate nelle botteghe dei maestri fino al 700. Nel XIX secolo la chimica industriale provocò una rivoluzione nell'organizzazione del lavoro artistico con l'immissione sul mercato dei colori sintetici. In tal modo però si appiattì e si generalizzato l'uso di colori, che non vennero più prodotti nel segreto delle botteghe, in base a ricette tradizionali. Il miracolo pittorico dell'impressionismo va in gran parte ascritto ai meriti dell'industria Lefranc, che produceva ottimi colori in tubetto. I macchiaioli italiani, che non erano meno bravi dei loro colleghi d'oltralpe, usavano prodotti autarchici piuttosto scadenti, con il risultato di rendere ombreggiato e tetro anche ciò che secondo le loro intenzioni doveva essere brillante e solare. In seguito entrarono in lizza con prodotti di qualità altre aziende tedesche, belghe, olandesi e infine italiane, ognuna delle quali propose gamme più o meno ampie di tonalità di colore.
Tutti i colori che si utilizzano oggi nei diversi metodi pittorici hanno una cosa in comune: il pigmento, che altro non è se non un colore in polvere. Sono gli agglutinanti che rendono i vari tipi di colore adatti alle diverse tecniche: acquarello, pastelli, olio, tempera, etc.
I pigmenti possono essere di origine animale, vegetale o minerale, ma il pittore moderno ha a disposizione soprattutto materiali artificiali. Si trovano ancora pigmenti di origine naturale, ma vengono usati sempre più raramente, anche per la loro tossicità: non dimentichiamo gli avvelenamenti cui andavano soggetti pittori nei secoli passati.I bianchi I più noti sono il bianco di piombo, il bianco di zinco e il bianco di titanio. Il primo, chiamato anche bianco d'argento, è molto opaco e asciuga con facilità. È particolarmente indicato per impasti grossi e per sfondi, rappresenta un alto grado di tossicità. Il bianco di zinco viene chiamato anche bianco di Cina e ha una tonalità più fredda, azzurrina. Si mescola bene con gli altri colori, schiarendoli, ma copre meno e asciuga più lentamente. Non è tossico. Il bianco di titanio è entrato recentemente nel campo della pittura; la tonalità è ugualmente opaca, asciuga in tempi normali, non è tossico e copre bene.I gialli Il giallo di cadmio, luminoso e dall'asciugatura lenta, si mescola bene con tutti i colori tranne che con quelli a base di rame, come il verde opaco. Mescolandolo con il blu, dà un bel verde intenso. Il giallo di Napoli è uno dei pigmenti più antichi. Presenta un alto grado di opacità, si mescola bene con gli altri pigmenti ma è altamente tossico, essendo indiretto derivato del piombo. Il giallo di cromo limone esiste in sfumature cromatiche diverse, che vanno dal limone e fin quasi all'arancio. Colore opaco, con poca resistenza alla luce, soprattutto nelle tonalità più chiare; è tossico. Anche il giallo ocra, o giallo terra, ha origini antiche. Alcuni pittori lo prediligono, considerandolo un pigmento più naturale. Copre e si mescola assai bene. Il terra di Siena naturale viene da Siena, come indica suo nome. Bisogna tener presente, però, che questo pigmento tende a scurirsi nel tempo e deve assolutamente essere diluito con una giusta quantità di olio; non è consigliabile usarlo per zone ampie o per sfondi. I rossi Il rosso carminio è un colore brillante che, mescolato al bianco di zinco, può fornire una ricca gamma di toni e rosati. Mescolato al blu, dà origine a luminosi violetti. È abbastanza fluido ma asciuga lentamente. Il pigmento naturale è ricavato dal corpo disseccato di un insetto e sbiadisce con facilità, mentre quello prodotto da una pianta resiste di più alla luce ed è infinitamente meno caro. I rosso vermiglione è luminoso, opaco e secca lentamente. Se di origine minerale (composto di zolfo e mercurio) è molto tossico, alla luce del sole annerisce e non si mescola con i colori a base di rame. Oggi si usa quello ricavato da pigmenti artificiali. Il rosso di cadmio ha un vantaggio rispetto al vermiglione: non annerisce al sole, per cui viene usato spesso come sostituto. È brillante e potente e non si mescola ai colori a base di rame. Il terra di Siena bruciata ha alcune caratteristiche in comune con la terra di Siena naturale, la sua origine è la stessa, però il bruciato è più scuro e tende al rossiccio. Il pericolo che scurisca è minore, anche se è bene diluirlo con molto olio.I bluIl blu di cobalto è un colore che non copre bene ma asciuga rapidamente. Deve essere diluito con molto olio, per cui nel tempo può assumere una tonalità verdastra. Se mescolato con altri colori che impiegano più tempo ad asciugarsi, può screpolarsi. Il blu oltremare, derivato anticamente dai lapislazzuli, era assai usato nell'antichità, nonostante fosse particolarmente laborioso sminuzzarlo e fosse oltremodo costoso. Oggi viene prodotto artificialmente. Si mescola bene con tutti i colori tranne che con quelli a base di rame: combinato con il giallo di cadmio, dà dei verdi brillanti, con il rosso carminio dei viola intensi. All'aria aperta si altera e alla luce artificiale appare assai scuro. Il blu di Prussia asciuga bene e solitamente scolorisce quando viene mescolato con colori chiari. Il suo tono cromatico è influenzato dalla luce che può schiarirlo. In questo caso consigliamo di lasciarlo per un periodo al buio: lo vedremo riprendere il suo colore originario. I verdiIl verde terra è un derivato dell'ocra. È di origine molto antica e presenta tonalità di colore cachi. Si adatta perfettamente a tutte le tecniche. Copre bene e asciuga con relativa rapidità. Il verde smeraldo (o verde viridian) non presenta buone doti di stabilità cromatica. È un colore trasparente: se mescolato con il giallo di cadmio produce un verde brillante, chiamato verde permanente. L'ossido di cromo verde presenta un basso grado di vivacità di tono, ma è molto coprente. Il verde di cobalto si manifesta in diverse tonalità. Non si deve mescolarlo con le terre.Bruni e neriIl bruno terra scura naturale e il bruno terra scura bruciata asciugano con rapidità e presentano un buon grado di stabilità. Non sono consigliabili per impasti densi. Il terra cassel (o bruno Van Dyck) ha una tonalità simile al terra scura naturale, con una leggera tendenza al grigiastro. Di solito viene usato nei ritocchi.
Il nero avorio, che si otteneva dalla calcinazione di polvere d'avorio, oggi è sostituito dal nero di ossa, ottenuto dalla calcinazione di stinchi di animali. Si asciuga molto lentamente e presenta un ottimo grado di stabilità. Particolarmente stabile è anche il nerofumo: viene usato con ottimi risultati in tutte le tecniche. Il nero di vite si ottiene dalla calcinazione di tralci di vite. Si presenta in una tonalità a sfondo bluastro. Esercizio La teoria del colore: Scopo: capire appieno la teoria del colore e riuscire a ottenere il maggior numero di tonalità possibili utilizzando solo i colori primari più bianco e nero.Tempo: variabile in base alla persona (minimo 6 ore).Strumenti necessari: 5 tubetti di tempera, i colori primari più il bianco e il nero, un pennello di medie dimensioni (n° 8-10), un rotolo di nastro adesivo di carta, una ciotola per l'acqua e una tavolozza, un foglio spesso ruvido, una matita media, una gomma e delle squadrette. Disegnate sul foglio, centrandolo, un rettangolo (base 39 cm, altezza 36 cm), suddividetelo poi in 13 colonne e 12 righe, in modo da ottenere dei quadretti da 3 cm per lato. Finito il disegno eliminate la grafite in eccesso rimasta sul foglio (potete usare una gomma pane). I quadretti disegnati andranno riempiti con varie tonalità di colore. Per aiutarvi a colorare mantenendo i contorni dritti, potete usare il nastro adesivo: strappate un pezzo di nastro lungo quanto il lato del quadrato (devono rimanere un paio di cm in più), eliminate dal nastro la colla in eccesso, in modo che, togliendolo, non possa strappare il foglio (per ottenere il risultato desiderato potete strofinarlo sul bordo del tavolo tenendolo per i capi opposti (vedi figura a lato). Attenti però a non togliere troppa colla, altrimenti non aderirà bene al foglio e il colore "sborderà"), dopodiché posizionatelo attorno al quadrato disegnato come una cornice. A questo punto siete pronti per colorare: la prima riga da fare è la sesta dall'alto. Lasciate il primo quadretto (dove andrà il grigio) vuoto e iniziate dal secondo, i colori che andranno inseriti in questo ordine: Viola freddo si ottiene mescolando il magenta e il blu cyan con una percentuale di blu maggiore rispetto al rosso Indaco si ottiene aggiungendo al blu una punta di rosso Blu cyan Verde blu si ottiene mescolando una punta di giallo al blu Verde si ottiene mescolando in parti uguali blu cyan e giallo primario Verde giallo si ottiene mescolando al giallo una punta di blu Giallo primario Giallo arancio si ottiene mescolando una punta di magenta al giallo Arancio si ottiene mescolando giallo e magenta in parti uguali Rosso carminio si ottiene aggiungendo una punta di giallo al magenta Magenta Viola caldo si ottiene mescolando il magenta e il blu cyan con una percentuale di magenta maggiore Dopo aver inserito questi potrete andare a riempire la prima colonna di quadretti. Partite dal quadretto lasciato bianco a inizio riga, cercando di ottenere una gradazione di grigio pari al resto dei colori nella fila, dopodiché iniziate ad aggiungere al grigio del bianco e del nero per completare la prima colonna; verso l'alto aggiungerete del bianco fino ad ottenere un grigio chiarissimo (quasi bianco), verso il basso del nero fino ad ottenere un grigio scurissimo (quasi nero). Molto importante è non fare sbalzi troppo alti tra la gradazione di un quadretto e quella sotto, per cui dosate meglio che potete la quantità di nero e bianco! Tenendo come gradazione base la colonna di grigi, dovrete riempite le altre colonne di quadretti aggiungendo bianco o nero ai colori inseriti all'inizio. Il risultato finale sarà buono se tutte le gradazioni saranno "coerenti" tra di loro: i quadretti di ogni riga infatti, se visti in scala di grigio, dovrebbero avere la stessa gradazione nonostante i colori diversi (vedi figura). Per essere sicuri di aver fatto un buon esercizio potete fotocopiare il lavoro ultimato e accertarvi che ogni riga abbia la stessa gradazione di grigio. Importante, inoltre, è mantenere i contorni dei quadretti il più dritti possibile. Se non ce la fate a mano libera (comunque sforzatevi!), potete continuare a usare il nastro adesivo, togliendolo poi con estrema cautela per non strappare il foglio. A risultato ultimato la tavola dovrebbe essere il più uguale possibile a quella illustrata qui. Questo è un esercizio che sembra semplice ma in realtà non lo è affatto, richiede molta pazienza, soprattutto se siete alle prime armi con tempera e pennelli. Una volta completato l'esercizio, avrete acquisito delle capacità indispensabili per continuare a colorare e a dipingere in futuro. Se invece volete aumentare la difficoltà dell'esercizio, potete provare a inserire più colonne in modo da creare quante più tonalità possibili! Disegnare e colorare, indipendentemente dalla tecnica scelta, può significare moltissime cose. Considerandolo nella maniera più classica può significare il riprodurre nel modo più fedele possibile la forma degli oggetti e degli esseri viventi che ci circondano, individuarne le linee caratteristiche, coglierne le sottili sfumature coloristiche di luce e ombra, conferendo al nostro soggetto quanta più espressività possiamo. L'arte della rappresentazione è antichissima, i primi disegni si sono trovati all'interno delle caverne dei nostri predecessori; la tecnica si è evoluta moltissimo da allora, grazie anche alle scoperte di nuovi materiali, ma l'obiettivo dell'artista rimane sempre uno: delineare attraverso segni tracciati su un piano gli effetti delle tre dimensioni o, ancora più ambiziosamente, dar forma ai sogni, ai desideri, alle pulsioni dell'inconscio.Naturalmente "l'Arte" è un argomento che va ben oltre il disegno e la pittura, basti pensare alla scultura, alla progettazione tecnica, alla lavorazione del legno, dei gioielli etc… In questo sito parleremo in particolar modo del disegno e di tutte le tecniche legate a esso. Avrete a disposizione delle lezioni da seguire passo a passo, delle guide complete alla scelta dei materiali e dei suggerimenti pratici. In poche parole, impareremo a raffigurare su un foglio quello che proviamo, indifferentemente dal tipo di soggetto. Questo effetto puntinato si ottiene usando pennini di spessore diverso. Questo effetto si ottiene scarabocchiando in maniera più o meno intensa. Questo effetto si ottiene scarabocchiando in maniera più o meno intensa. Sono composti da pigmenti, che possono essere di origine animale, vegetale o minerale, agglutinati con acqua, gomma arabica e glicerina. In commercio questi colori sono disponibili in tubetto oppure in godet, una vaschetta riempita di colore, essiccata, isolata con carta oleata e avvolta in un foglio di stagno puro.
Per utilizzare questi colori è necessario diluirli con acqua, occorre tenere a disposizione due recipienti per il diluente: il primo servirà a sciacquare in continuazione i pennelli per non "sporcare" i colori che si vogliono ottenere, e il secondo verrà usato per bagnare il pigmento. L'acqua dovrà essere mantenuta sempre pulita. La caratteristica principale di questo materiale è l'assoluta trasparenza delle tinte che sul foglio si compenetrano una con l'altra. Per far risaltare questa delicata qualità, si consiglia di usare l'acqua con prudenza: troppo liquido appesantirebbe non soltanto il supporto ma anche il risultato cromatico del lavoro. Nella pittura ad acquerello non si usa il bianco, lo si ottiene all'interno del disegno, lasciando intatta la porzione di foglio interessata. Il bianco è però disponibile nella gamma di colori: serve per ottenere toni più chiari. Cosa serve per iniziare? Se decidete di sperimentare questa tecnica per la prima volta dovete decidere che colori acquistare. In commercio esistono scatole già pronte con i colori posti in godet, le confezioni medie hanno 12 colori circa, queste scatole di solito dispongono anche di incavi in cui mescolare i colori. Se non si vuole acquistare una scatola con colori già stabiliti c'è anche la possibilità di acquistare una scatola vuota e poi comprare separatamente i colori che servono. La Maimeri, famosa azienda produttrice di colori per belle arti, mette a disposizione due gamme di colori ad acquarello, la prima formata da 72 tinte (colori acquerello superiori Maimeriblu), la seconda da 36 tinte (colori acquerello extrafini Venezia). La prima gamma è disponibile in formato godet da 1,5 ml o tubetto da 15 ml, i gradi di trasparenza sono : coprente, semicoprente e trasparente. Un'altra azienda famosissima nel campo delle belle arti è la Faber Castell (più conosciuta per i prodotti da disegno), questa ha messo in commercio delle scatole già pronte, una contenente 12 acquerelli più un pennello, l'altra 12 acquerelli più 12 matite colorate più un pennello (ideale per sperimentare due tecniche di disegno). Oltre alle due aziende citate, ovviamente ce ne sono molte altre che forniscono prodotti di ottima qualità, prima di comprare una gamma completa di colori vi conviene provare diverse marche e poi decidere la migliore per voi. Una volta decisi i colori vi servirà una tavolozza su cui mescolarli, possibilmente di ceramica o plastica, almeno due grandi vasi per l'acqua e stracci e spugne. I pennelli consigliati per questa tecnica sono preferibilmente morbidi di pelo di martora o comunque di buona qualità. Con gli acquerelli si può usare qualunque carta che però sia abbastanza spessa, esistono in commercio album e fogli sciolti appositi che però costano di più rispetto ai fogli normali (v. strumenti e supporti).Si può dipingere sia su carta normale che su carta stesa o telaio: Stendere il foglio aiuta a non creare pieghe sulla carta, inevitabili quando si usa tanta acqua, per farlo bisogna avere a disposizione un rotolo di nastro adesivo (carta gommata oppure delle puntine che però rovinano il foglio), un'asse solida (ci si può fabbricare l'asse anche da soli, basta comprare una tavola di truciolare o compensato della dimensione desiderata e levigarla molto bene con carta vetrata) e una spugna. Innanzitutto si bagna abbondantemente il foglio con la spugna, poi con il rotolo di carta gommata si fissa saldamente il foglio su tutti i lati al centro dell'asse, quando è ben saldo si lascia asciugare (ci si può aiutare con un phon), una volta asciutta la carta risulterà ben tirata, a quel punto si può dipingere senza paura che si formino pieghe indesiderate. Ancora più semplice è l'utilizzo di un telaio. I telai si trovano in commercio già pronti e, una volta dipinta la tela e staccata il telaio, si può riutilizzare la base con carta da pacco. Similmente alla tecnica illustrata prima, si prende la carta della dimensione del telaio, si tagliano gli angoli della carta con un taglierino, (deve avere almeno 10 cm in più per lato rispetto al telaio) si bagna con una spugna (non molto altrimenti potrebbe strapparsi) a quel punto si mette il telaio sopra la carta al centro, si passa con un pennello della colla molto liquida (nei negozi di belle arti vendono delle palline di colla essiccate da sciogliere in acqua che servono a questo scopo) sui bordi del foglio che andranno incollati al telaio. Quando si incolla la carta al telaio si deve cercare di tenderla il più possibile con le mani. Si passa un'altra volta la superficie con la spugna bagnata e poi si lascia asciugare. Il telaio preparato in questo modo è l'ideale anche per dipingere a tempera o ad acrilici (vedi figura). In commercio vi sono degli album da disegno con i fogli già incollati su tutti i lati che potete usare in sostituzione di dei metodi appena spiegati. Come dipingere Non potendo utilizzare il bianco ed essendo molto trasparenti, gli errori sono molto difficili da correggere, anche se a volte usando molta acqua si possono riuscire ad attenuare. Proprio per questo motivo se siete inesperti è meglio iniziare ad usare questi colori con disegni semplici, magari con contorni definiti da un colore scuro. Se amate la pittura all'aperto questa è la tecnica che fa per voi, difatti gli acquerelli richiedono un'attrezzatura leggera, poco ingombrante e quindi facile da trasportare, inoltre con poche pennellate si riescono a fare degli schizzi significativi, magari per effettuarne degli studi in seguito.Se decidete di fare prima il disegno a matita, ricordate di usare dei tratti leggerissimi, infatti, essendo il colore trasparente, affiorerà qualunque segno presente sulla carta e, dopo aver dipinto, la matita non si può più cancellare. Quando sarete un po' più esperti potrete fare il disegno direttamente con il pennello e il colore molto diluito. Dei buoni effetti si ottengono anche tracciando i contorni del disegno dopo aver dipinto, con dell'inchiostro o della china, oppure tracciando prima i contorni a china (con un pennello) e poi dipingendo sopra. Se usate i tubetti, non preparate grosse quantità di colore perché l'acquarello si asciuga rapidamente e sarebbe meglio avere sempre il colore fresco, tuttavia una volta seccato il colore si può riutilizzare aggiungendo acqua. È importantissimo, quando si dipinge, cambiare spesso l'acqua dei vasi, perché se l'acqua è sporca il colore risulterà offuscato. Di solito, asciugando i colori schiariscono un po' per cui è bene tenerne conto mentre si dipinge, comunque sia vi accorgerete di tutte queste cose facendo delle prove.Come regola generale si inizia a dipingere sempre dai colori chiari, perché sono più facili da coprire in caso di errore. Perché il dipinto non perda di freschezza, è importante lasciare gli oggetti bianchi senza pittura, in modo da far trasparire il colore della carta. Come stendere il colore Se dovete dipingere un'ampia zona con un colore base, potete preparare una buona quantità di colore diluito, prendere un pennello grande e iniziare a dare delle larghe pennellate orizzontali. Nel bordo inferiore della pennellata si formerà una sacca di colore, questa fornirà il colore per la pennellata successiva. Quando la sacca sta per scomparire basterà intingere nuovamente il pennello e riprendere la passata. All'ultima passata si può assorbire il colore in eccesso con uno straccetto o un pennello asciutto. Se si vogliono creare delle zone più luminose si può intingere un pennello d'acqua passarlo nella zona desiderata e poi asciugare con un pennello asciutto o una spugnetta. Se volete creare un effetto di colori sfumati che si compenetrano potete dipingere su carta leggermente bagnata, passando velocemente nei punti stabiliti i vari colori, la carta assorbirà il colore, mescolandolo.Come pulire e conservare Una volta finito di dipingere bisogna lavare con acqua tutto molto bene, difatti se rimangono tracce di colore sulla tavolozza la prossima volta che si mescoleranno sopra i colori, le tracce vecchie si rimescoleranno alle nuove. Per evitare che i colori nella scatola si secchino eccessivamente si può lasciare all'interno una spugnetta umida, e se invece si usano i tubetti, bisogna avvitare i tappi molto bene. Infine conservate i dipinti lontano da fonti di calore, luce e umidità. Questo effetto puntinato si ottiene con un pennino molto sottile. Questo effetto puntinato si ottiene con un pennino molto sottile. Una macchia indesiderata, o un errore simile, si può correggere tamponando o sovrapponendo con leggerezza piccoli pezzi di carta assorbente pulita e inumidita. Per cancellare una macchia si può anche pennellarla con acqua pulita e tamponarla con carta assorbente o un fazzoletto di carta. Le leggere macchie che rimangono si cancellano con una gomma morbida e sfregando con l'unghia si rende nuovamente liscia la superficie del foglio. Sull'inchiostro essiccato si può intervenire con una gomma di fibra di vetro o con una lametta tagliente, oppure nel peggiore dei casi si può ricorrere a della tempera bianca. Si possono utilizzare fogli puliti per proteggere il resto del disegno durante le operazioni di correzione. Paul Cézanne (1839-1906) faceva disegni che parevano realizzati di getto, come per esempio il pastello nero Pomeriggio a Napoli. Le sue composizioni sono sempre molto particolari, tengono in gran conto la prospettiva, i contorni e l'andamento delle linee. Paul Gauguin (1848-1903) era altrettanto immediato sia con i pastelli che con gli oli. Nel disegno a carboncino e pastello Due donne della Martinica e nel disegno a pastello Ragazza, le figure hanno lo sguardo sereno di quelle dei suoi dipinti piatti ed essenziali, anche se la libera sovrapposizione e l'accurata texture del colore rivelano un aspetto nuovo e interessante del suo talento. Pulire e conservare Occorre molta attenzione per salvaguardare un pastello, se si desidera conservarlo a lungo. Bisogna utilizzare soltanto carta e pastelli di ottima qualità. La migliore protezione consiste nel porre il dipinto sotto vetro, evitando il contatto diretto tra il colore e il vetro. L'opera dovrebbe venire incollata alla montatura solo lungo il lato superiore con colla di farina o di amido e quindi sigillata ermeticamente per difenderla dalla polvere e da altri agenti nocivi. Se il dipinto non deve essere incorniciato, lo si ripone insieme ad altri pastelli, interponendo tra l'uno e l'altro un foglio di carta velina, cellophane o carta che non assorba il grasso, e pressando il tutto in modo uniforme con un peso. Col tempo il pastello si fissa più profondamente nella grana della cart. Fissativi Per quanto esistano in commercio prodotti affidabili, l'uso del fissativo presenta un certo numero di inconvenienti. Primo tra questi è la perdita di brillantezza dei colori, alcuni possono addirittura scurire; il bianco tende a scomparire a meno che non sia formato da un'alta percentuale di bianco di titanio. Inoltre il pastello può diventare pesante e colloso in quanto il fissativo tende a impastare le particelle di colore e a farlo assomigliare alla tempera. Alcuni prodotti a base di gommalacca o mastice possono provocare delle macchie. Il fissativo più affidabile è quello che evapora rapidamente; si può facilmente preparare in studio una soluzione al 2% di vernice Damar in benzina e spruzzarla con un diffusore a bocca o uno spruzzatore per profumi. Un disegno a pastello può essere fissato dopo ogni singolo strato di colore, lasciando però scoperto l'ultimo (secondo la tecnica adottata da Degas); oppure si può fissare soltanto il disegno iniziale o ancora solo lo strato finale. In tutti questi casi, bisogna spruzzare stando di fronte al dipinto e mantenendo il flacone a distanza costante dalla superficie. Si inizia spruzzando in aria, poi si dirige lo spruzzo sul quadro e si termina nello stesso modo. Si possono fissare i pastelli anche dal retro, incollandovi un foglio di cartoncino: così la colla, penetrando nella carta, fisserà il pigmento. Per cominciare a dipingere è necessario avere almeno 3 o 4 pennelli: ad esempio i numeri 2, 6, 10, 20 di cui i primi due rotondi e gli altri piatti, è importante anche sperimentare le diverse tipologie di pelo in modo da decidere quale usare in futuro. Consigliamo di non risparmiare sui pennelli perché un buon pennello può determinare in modo rilevante la riuscita del lavoro (ovviamente non è necessario iniziare a dipingere con i pennelli più costosi, andrebbero benissimo i pennelli di bue). Importantissimo è avere cura dei pennelli, un pennello trattato male si butta via dopo averlo usato poche volte e, visto il costo elevato di questi strumenti, è bene trattarli nel miglior modo possibile. Se utilizzate colori ad acqua (ad esempio tempera o acquarello), pulire i pennelli è abbastanza semplice, basterà usare dell'acqua corrente stando attenti a togliere tutti i residui di colore. Molto importante è non lasciare incrostare il pennello: quando avete finito di usarlo se non lo potete lavare subito mettetelo in ammollo nel contenitore per l'acqua (stando attenti che non si pieghi la punta), così il pelo rimarrà morbido in attesa del lavaggio. Di tanto in tanto potete anche lavarli con acqua e sapone, finito il lavaggio date alla punta la forma originale e inserite il cappuccio trasparente (quando comprate un pennello è dotato di questo cappuccio, se non ce l'ha potete chiederlo al negoziante che ve lo dovrà fornire gratuitamente) stando attenti a non piegare qualche pelo. Poi mettete via il pennello con la punta verso l'alto. Se dovete portare via i pennelli (magari nella borsa di scuola) procuratevi un contenitore rigido nel quale possano stare in tutta la lunghezza (se non ne trovate uno potete utilizzare la base di cartone di un rotolo di pellicola o carta forno, creando a questo dei tappini per chiuderlo). Se utilizzate i colori a olio la pulizia diventa più complessa, difatti dovrete lavarli nell'acqua ragia togliendo tutte le tracce di colore e dopo con acqua e sapone. Se dopo un po' di tempo che usate i pennelli vi accorgete che le setole sono diventate secche, potete immergerli in olio di lino e lasciarli lì per circa mezz'ora, poi lavateli accuratamente con acqua e sapone e conservateli come detto prima.Spatole Per la pittura a olio la spatola cambia di forma a seconda di come le si utilizza. Serve a mescolare il colore con il legante o i colori tra loro. Ne esiste un tipo che serve soltanto per raschiare e pulire la tavolozza dai resti di colore, oppure dalla tela quando non è ancora seccata. Attenzione però, in quest'ultima operazione una pressione troppo forte sulla spatola rischia di rovinare la tela, può perfino lacerarla. Le spatole che servono a ripulire la tavolozza hanno la punta arrotondata e rigida perché vanno utilizzate esercitando una certa pressione. Quelle che si usano per dipingere hanno una forma simile alla cazzuola del muratore e sono caratterizzate dal fatto di essere assai flebili. Si presentano in una grande varietà di forme. Conservate i colori in posti freschi e asciutti. Anche i dipinti vanno conservati lontano da fonti di calore perché potrebbero screpolarsi. Se volete essere sicuri che questo non succeda, date una spruzzata al dipinto con del fissativo (è uno spray speciale che crea uno strato protettivo sopra al lavoro, particolarmente indicato per lavori a matita, gessi o qualunque altra tecnica che potrebbe rovinarsi toccandola) a giusta distanza, se lo fate troppo da vicino potreste creare delle macchie I dipinti non necessitano di attenzioni particolari perché gli acrilici essendo impermeabili sono molto resistenti. I colori ancora in tubetto o vasetto vanno tenuti in posti freschi e asciutti, ben tappati, altrimenti potreste trovarli secchi.Creta nera Creta Terra d'Umbria bruciata Creta sanguigna scura Creta bianca Come dipingere Prima di iniziare a disegnare con questi materiali è bene ricordare che è molto facile sporcarsi, vista la quantità di polvere che viene prodotta, è consigliabile per questo motivo tenere il foglio leggermente inclinato per permettere alla polvere di scivolare via (non spostatela con la mano altrimenti si sporcherà tutto il foglio!). Questi materiali hanno la caratteristica di mettere in evidenza la trama della carta su cui vengono usati, per cui in base all'effetto che si vuole raggiungere si può usare una carta più o meno ruvida. Si può optare anche per fogli colorati, in modo da introdurre un colore in più nel disegno. Dal modo in cui si tiene la matita si potrà ottenere un segno diverso, l'importante è iniziare sempre con dei segni molto leggeri, perché troppa pressione renderebbe la carta impastata di colore. Si possono creare delle sfumature con le dita, con la gomma pane o ancora meglio con un pennello rigido asciutto. Una tecnica molto interessante è quella dei "punti luminosi": consiste nel dare una base di colore molto leggera su tutto il foglio, eseguire tutto il disegno sopra e alla fine creare dei punti di luce cancellando il colore in eccesso. Siamo adesso alle prese con una delle problematiche più comuni per chi si avvicina al mondo del disegno a mano libera. Superato lo scoglio del disegnare le forme così come realmente si vedono, ecco presentarsi un'altra difficoltà: il chiaroscuro. Riuscire a eseguire un buon chiaroscuro significa saper regalare al nostro disegno l'illusione della tridimensionalità della forma, viceversa, un cattivo o poco efficace chiaroscuro renderà il nostro disegno sempre piatto e poco realistico. L'argomento è ampio e complesso, ma noi oggi prenderemo in considerazione una piccola, anche se importante parte del problema: come rendere il chiaroscuro omogeneo e ben sfumato su una superficie cilindrica con due semplici strumenti, ovvero una matita morbida 6B e una gomma pane.Non possiamo entrare nel "segno" di Vincent Van Gogh senza entrare, almeno per un attimo, nei suoi occhi, per vedere come lui. La sua instabilità interiore e la sua personalità fragile e tormentata sono note praticamente a chiunque abbia anche solo orecchiato qualcosa di arte. La sua fu una profonda solitudine dell'anima e l'arte, la pittura in particolare, fu ciò che diede un preciso indirizzo alla confusione e all'inquietudine della sua anima. Un artista trova se stesso e parla al mondo attraverso le sue opere; ebbene, ciò che dobbiamo immediatamente capire, vedendo con gli occhi di Van Gogh, è che la sua è stata una ricerca di verità, cioè una volontà di rappresentazione della reale percezione di un oggetto, una figura, un paesaggio, proiettando in essa se stesso e trasfigurandola secondo i propri sentimenti. È la natura a modellarsi in lui, deformandosi secondo le forme del proprio pensiero. Van Gogh produce un numero elevatissimo di disegni, sicuramente meno celebri dei suoi dipinti ma, se ne osserviamo alcuni, sarà facile notare analogie strettissime tra l'uso delle matite dei gessetti e degli inchiostri e l'uso del colore a olio. Lo stesso segno impiegato nei disegni si ritrova nella pittura come una firma, un tratto distintivo e inconfondibile.Van Gogh disegna e dipinge con una velocità incredibile, quasi come se con la mano seguisse l'urgenza interiore di esprimersi. È il sentimento che agisce, non tanto la ragione. Lui stesso afferma che le pennellate, i segni, vanno veloci come le parole di un discorso. I segni si ripetono, ossessivamente, frammentati e calcati, più lenti o più veloci, ma con una precisa funzione espressiva più che come mezzo descrittivo. Questo è il nodo centrale del discorso, perché questo tipo di disegno cerca la maggior forza espressiva possibile, la sua verità interiore in quello che vede. I segni sono di diversi tipi; con gli inchiostri il segno grafico appare frammentato come se ogni linea fosse la preparazione della pennellata, è lento, perché ogni segno ha una precisa lunghezza, si interrompe e riprende in un altro segno dello stesso spessore, collocato ad una distanza molto regolare. Troviamo linee di svariati toni di nero e grigio, fino a toni chiarissimi e di spessori molto diversi: larghi fatti a pennello e sottilissimi fatti a pennino, oppure puntini, che si diradano o si infittiscono, creando i volumi, le forme e facendoci sentire forte il vento, il turbinio dell'aria tra le foglie e nel grano delle campagne provenzali. In altri disegni eseguiti con pastelli, grafite e matita morbida litografica, è più evidente il movimento continuo e rapido che caratterizza il tratto; le curve sono più libere e si avviluppano trasformando le forme in sagome danzanti e dinamiche. La grafite morbida, la matita litografica nera o il gessetto su carta spessa da acquarello sono i materiali che Van Gogh preferiva per i ritratti, altro genere a lui molto caro, oltre al paesaggio. La resistenza della carta al gesso granuloso gli consentiva di variare i toni di grigio con la semplice pressione della mano; dai neri profondissimi ai bianchi puri. Sono tratti vigorosi e segnici, fondati su un'osservazione molto attenta dei soggetti, nei quali traspare con immensa forza tutto il loro mondo interiore filtrato dall'animo dell'artista. Lo faremo, come di consueto, analizzando disegni dal chiaroscuro mal riuscito per diverse motivazioni, e proveremo a correggere questi errori adottando le tecniche e i suggerimenti giusti per migliorare rapidamente con soli cinque semplici passi. Come per il disegno, bisogna sempre tenere presente che è l'esercizio la condizione essenziale per notare reali miglioramenti. Mettere in pratica le correzioni ed esercitarsi a ritmo costante (come per lo sport!) è indispensabile per vedere risultati positivi. Chi tenta un paio di volte, per cinque minuti ciascuna e poi sostiene di essere negato, non fa testo. Così come non fa testo chi viene corretto e prosegue con i propri metodi finendo per sostenere di essere negato.La mano che disegna va educata ed esercitata a compiere movimenti che nella vita di tutti i giorni non sono comuni, perciò un po' di pazienza è d'obbligo. Il chiaroscuro inoltre, un po' come la linea può essere eseguito in moltissimi modi e con moltissime tecniche. Ogni mano ha le proprie caratteristiche, sarà a suo agio con alcune e non con altre, e produrrà un chiaroscuro e una linea con caratteristiche diverse e individuali, difficilmente imitabili, perciò il lavoro da fare all'inizio è solo propedeutico alla comprensione delle tecniche per imparare a sfumare e dare il senso del volume agli oggetti, in seguito lo si potrà applicare alle tecniche più disparate… (matite colorate, sanguigna, carboncino desso non ti resta che guardare il video e capire quanto semplice sia riuscire a ottenere un chiaro scuro con tecnica a matita Una delle differenze importanti è che il segno della penna sarà più "grafico" e meno "pittorico"; da un certo punto di vista sarà più "freddo" e necessiterà di maggior rigore. Bene! Chi impara a disegnare ha bisogno di educare la propria mano attraverso l'esercizio. Nel disegno a matita, lo strumento gomma e la possibilità di cancellare gli errori limitano la soglia di attenzione e lo "sforzo" che si compie nel tendere alla buona riuscita della linea o del tratteggio che si esegue. Con la penna, l'impossibilità di correzione stimola una maggiore attenzione e la capacità di autocorrezione. Chi impara a disegnare a penna è più sicuro, deciso e rigoroso nel tratto, inoltre acquisisce maggiore sensibilità nella qualità della linea e del segno grafico. L'inchiostro della penna a sfera è poco modulabile; per ottenere una bella trama in un chiaroscuro a penna si dovrà scegliere con cura le direzioni del tratteggio ed essere abili e mobili con tutta la mano e tutto il polso. L'esercizio prolungato porta a una perdita della rigidità della mano e, gradualmente, si ottengono segni diversificati e puliti. Dopo l'esercizio con la penna, ritornare a impugnare una matita diventa semplice e la mano appare immediatamente più libera. Questo è un esercizio consigliatissimo per chi si sente rigido e impreciso o insoddisfatto del proprio segno grafico. Anche voi avrete sicuramente una penna Bic a portata di mano, no? Allora, se vi piace il disegno, perché non provare? Guardate il video e fatemi sapere come sono andati i vostri tentativi! Questo concetto è espresso molto bene dalla Scacchiera di Adelson (pubblicata nel 1995 su Vision Science da Edward Adelson del MIT)Disegnare delle candele Come disegnare - pratica corso di disegno lezione n 4 In questa lezione, parleremo di nuovi concetti. Abbiamo davanti a noi un libro, la bibbia, illuminato da tre candele. Sul tavolo inoltre è presente il riflesso del libro. Dobbiamo farne la copia, ma questa volta, la nostra copia, sebbene fedele, avrà un qualcosa di particolare che la prenderà unica, e rappresenterà noi stessi. Insomma bisogna elaborare l'immagine e renderla propria, rappresentare quello che vediamo filtrato dal nostro cervello, e dal nostro cuore. Sebbene riportiamo ciò che si vede, modificheremo l'immagine a nostro piacimento, allontanandoci anche di molto dalla realtà. Quindi dopo un'attenta osservazione dell'immagine da rappresentare, ci faremo guidare anche dal nostro spirito d'iniziativa, dal nostro estro, dal nostro carattere. Il prodotto finale non sarà più una copia fedele della realtà, ma il prodotto della nostra meditazione, che avrà come oggetto l'immagine di partenza. corso di disegno lezione n 4 In questa lezione, faremo un leggero reticolo (3 x 3) ed osserveremo l'immagine a colori e non in bianco e nero. Questo affinché ci si possa liberare da queste due tecniche che sebbene utili per l'avviamento, possano inseguito diminuire la nostra professionalità.corso di disegno lezione n 4 Lo studio delle linee di tensione deve essere comunque sempre fatto, soprattutto per chi, come noi, deve rielaborare l'immagine. Queste linee non devono essere necessariamente disegnate, possono essere anche tenute solo a mente. corso di disegno lezione n 4 La guida che vi offro non deve essere necessariamente seguita, perché come vi ho suggerito in precedenza, dovete lasciarvi andare, e farvi guidare dal vostro intuito. Io ho iniziato a disegnare i contorni del tavolo, quindi il libro ed il candelabbro. In seguito ho voluto cambiare lo sfondo con un'immagine tratta da Escher: il pesciolino alato.corso di disegno lezione n 4 Ho dovuto l'avorare un po' prima di riscire ad incastrare questi disegni, ma alla fine ci sono riuscito.corso di disegno lezione n 4 Quindi ho iniziato a dare il chiaroscuro, che come sempre l'ho ottengo in più riprese, come se fosse una stesura di colori, passo e ripasso più volte.corso di disegno lezione n 4 corso di disegno lezione n 4 Con l'aiuto dello sfumino, rendo più uniforme il disegno, evitando di dare un forte contrasto, e con la gomma a matita rendo più chiari i tratti che vedo troppo scuri. La gomma a matita mi è servita molto per schiarire il disegno e realizzare la luce delle candele. corso di disegno lezione n 4 corso di disegno lezione n 4 Non vi spiegherò molto, spero che il video che ho creato vi sarà più istruttivo delle mie chiacchiere. Come al solito, vi invito a presentare i vostri lavori nel forum specifico. Per quanto ci si sforzi di guardare l'immagine, non si è in grado di convincersi che le due aree (A e B) sono dello stesso colore. Per verificare l'affermazione salvate l'immagine sul vostro PC. Apritela con un software per la manipolazione di immagini. Selezionate parte di un'area e trascinatela sopra l'altra area. Come potrete vedere il colore è lo stesso! ( tratto da WIKIPEDIA - Illusione ottica) corso di disegno lezione n 4 corso di disegno lezione n 4 A questo punto ho finito di disegnare il tutto, e sono pronto a iniziare a disegnare i particolari di ogni cosa. Per lo studio tonale sarebbe utile saper leggere il valore del tono esprimendolo in percentuale di nero. Stampate l'esercizio riportato qui sul fianco e disegnate i quadrati bianchi con le gradazioni riportate ad esempio. Poi provate a leggere i toni di un disegno, e confrontateli con i quadrati dell'esercizio per vedere se avete letto bene. corso di disegno lezione n 4 corso di disegno lezione n 4 Continuiamo il nostro disegno, e perfezioniamo gli oggetti. Inizio con i tubetti di colore, ma do sempre dei ritocchi anche alle altre cose della composizione.corso di disegno lezione n 4 corso di disegno lezione n 4 Con queste due immagini ho terminato i tubetti di colore. corso di disegno lezione n 4 corso di disegno lezione n 4 Qui scurisco (scendo di tono) un pò il fondo, cercando di dare maggiore consistenza al vaso, ed ancora un ultimo perfezionamento del disegno dei tubetti di colore. corso di disegno lezione n 4 corso di disegno lezione n 4 Qui il disegno è ormai terminato, anche se mi accorgo in questo momento che alcune tonalità sono ancora sbagliate. Infatti quando si osserva il disegno da una foto, gli errori si evidenziano meglio. In quest'ultima fase ho definito meglio il vaso e la ciotola, che descrivo subito in dettaglio.corso di disegno lezione n 4corso di disegno lezione n 4 Osservando bene il vaso, notiamo la differenza in materia rispetto alla ciotola. Infatti uno è costituito dall'alabastro l'altro è di metallo. Per rendere il tipo di materia, è necessario comprendere gli aspetti princpali che distinguono un determinato oggetto. Ad esempio il vaso essendo un prodotto marmoreo, artigianale, presenta delle caratteristiche sfaccettature, segni degli arnesi che l'hanno lavorato, differenze di opacità, e di riflessione, nonchè diversità nel colore. La ciotola invece, dovrebbe avere un colore omogeneo, ma che si altera a causa dei riflessi. Infatti essendo un oggetto riflettente, troveremo in esso le immagini più o meno contorte di tutti gli oggetti posti nelle vicinanze. corso di disegno lezione n 4 Questo è il lavoro ultimato, dove ho cercato di dare ai due oggetti la somiglianza alla materia di cui sono formati. Fate anche voi questo disegno e inseritelo nel nostro forum, così ne potremo discutere insieme. Come disegnare - Disegni pervenuti corso di disegno L'ho realizzato molto più velocemente rispetto agli altri, la ciotola mi ha fatto impazzire, ho cercato di seguire i consigli per dare i riflessi metallici, ma penso che sia necessario un approfondimento per questa tecnica. Come richiesto ho cercato di marcare le ombre portate per dare più tridimensionalità. Le massime luci sono ancora lontane... io disegno esclusivamente di notte. Ma per nostra fortuna i corpi trasparenti presentano molti riflessi, zone opache o semi opache, aloni, brillii, ed è attraverso questi elementi che si rendono ben visibili all'occhio umano. ma prima di accingerci in questo, disegnamo come al solito tutta la nostra composizione. corso di disegno lezione n 3 corso di disegno lezione n 3
Questa natura morta è alquanto facile, trasformiamo il disegno in bianco e nero, e facciamo subito lo studio dei toni. Quindi passiamo a disegnare i contori delle figure. corso di disegno lezione n 3 corso di disegno lezione n 3 A titolo di curiosità, ecco come un computer realizza il contorno della composizione. Basandosi sulle tonalità di bianco e di nero.corso di disegno lezione n 3 corso di disegno lezione n 3 Come al solito, possiamo aiutarci con il reticolo o con i tratti fondamentali degli oggetti. Questa buona abitudine, con il tempo deve sparire e dovremmo essere in grado di disegnare senza reticolo. ma ogni cosa al suo tempo. corso di disegno lezione n 3 corso di disegno lezione n 3 Ecco il mio disegno del contorno. Fatelo anche voi e seguitemi passo, passo. La prima cosa che faremo è il bicchiere. Notando bene il suo disegno, sembra che è disegnato con una matita bianca e grigia. Infatti esso non è altro che un agglomerato di riflessi. Ho scattato questa foto, fuori dal mio terrazzino, per avere l'esposizione della luce solare. Se guardate con attenzione noterete che nel bicchiere vi sono riflesse le ante dell'infisso (persiana napoletana), e forse alcune lenzuola, che probabilmente erano stese. Sembra strano, ma questi sono gli scherzi che ci combina il vetro, e se vogliamo rappresentarlo bene, dobbiamo disegnare il riflesso che è in esso. Siccome non disponiamo di matite bianche, lavoreremi in negativo: cioè si scuriscono le parti scure per lasciare che si vedano le chiare. Inoltre possiamo con la matita a gomma disegnare cancellando, ed ottenere in questo modo il disegno con la tecnica della lumeggiatura.corso di disegno lezione n 3 corso di disegno lezione n 3 Ecco il mio risultato, ovviamente se non è proprio preciso non importa, alla fine, quando avremo disegnato tutti gli oggetti, perfezioneremo il tutto. Ho disegnato poi la zucca, e via via tutti gli altri oggetti. Anche questa volta è importante osservare quadrato per quadrato tutto il nostro disegno e vedere le imperfezioni. È anche utile osservare il disegno da diverse distanze, im modo da avere una visione Non dimenticate l'uso dello sfumino, importantissimo sia per sveltire il lavoro, sia per eliminare i segni della matita. Se vi addestrate bene, potete utilizzare lo sfumino come se fosse un pennello. Esercitatevi anche voi a fare questo lavoro e postatelo nel forum, così iscuteremo sul disegno fatto.Come disegnare - Disegni pervenuti corso di disegno lezione n 3 Lucia - Lucia in questa lezione si è impegnata a dare una traccia , passo passo, del suo lavoro. corso di disegno lezione n 3 Rapax - ho comprato i fogli lisci per lavorare meglio, non ho usato la griglia, ho solo usato una riga per calcolare le proporzioni, ho comprato una matita di nuova concezione che traccia una linea più scura della 9b, ho sfumato ma stavolta ho preferito lasciare in evidenza i colpi di matita. Per la prima volta ho provato una insolita disinvoltura nell'uso della matita, mi rendo conto che è uno dei miei peggiori lavori, ma lo lascio così perchè è "nuovo".corso di disegno corso personalmente sto imparando molte cose che non conoscevo prima, oltre alla tecnica e alla terminologia che voi proponete in continuazione, scopro, nero su bianco, dei passaggi e soluzioni impensabili da raggiungere all'inizio della lezione. Giorno dopo giorno, anche se il livello rimane lo stesso, acquisisco familiarità con le matite, le gomme, gli sfumini e addirittura la sensibilità della superficie del foglio. Purtroppo il tempo disponibile è poco, considerando che la maggior parte di noi ha una famiglia, un lavoro, una casa da seguire e altri hobby, risulta faticoso rubare delle ore a fine giornata per seguire il tuo percorso. Detto ciò, penso che dovresti essere orgoglioso di noi per quello che riusciamo a fare, se qualcuno non riesce a seguire una lezione, passa a quella successiva, non per questo il corso perde di continuità, d'intensità e di qualità. Noi cercheremo di dare valore al corso, al forum e a tutto il sito, partecipando con tutto la passione e l'amore possibile, senza il tuo aiuto non c'è più ragione di continuare. È molto difficile ottenere un nero profondo con la matita, anzi impossibile. Ho calcato le ombre e con la matita a gomma ho dato dei colpi di luce ed ho schiarito delle zone. Purtroppo quando disegnamo, il nostro occhio si abitua ad osservare il disegno che stiamo facendo, e si abitua al punto tale che ne corregge anche gli errori. Sembra strano, ma degli errori banali, come il muso storto, l'occhio inclinato, a noi non si evidenziano. A questo punto è utile osservare il disegno allo specchio, oppure fotografarlo ed osservarlo al compiuter, o ancora chiamare qualcuno e farsi criticare il disegno.corso di disegno lezione n. 2 Infine ho corretto delle imprecisazioni che si sono evidenziate facendo osservare il disegno ad un'altra persona. Questo è il lavoro finito. Provate a farlo e postatelo nel forum, così potremo discuterne insieme. Osservare un oggetto, per il disegnatore, non è sufficiente. Bisogna studiare l'oggetto nel suo disegno. Cosa significa studiare il disegno di un oggetto? Significa, osservarlo e capire come disegnarlo. La prima cosa da studiare è la forma dell'oggetto, poi bisogna vedere come esso è posizionato nell'ambiente, ed ancora dove sono le luci e dove cadono le ombre. Facciamo un esempio: un dado. Per disegnare un dado dobbiamo osservarlo. Quindi si procede allo studio della forma (un cubo). Un cubo è costituito da sei facce, ogni faccia è costituita da un quadrato. cubo Ma osservando bene, noteremo che il dado non è composto da sei quadrati, ma da sei cerchi, e da otto spigoli arrotondati. Infatti in ogni quadrato (immaginario) vi è un cerchio inscritto. Questo avviene per il fatto che gli spigoli sono arrotondati per permettere al dado di rotolare meglio. Ecco la nostra foto. Un barattolo di Cocacola ed una mela. Proviamo a disegnarli a matita. disegno - lezioni disegno - corso Vi ricordo che è utile riportare il disegno in bianco e nero e di costruire un reticolo. Disegnate con una matita leggera (B) in modo da poter facilmente cancellare. Seguite il reticolo o se volete anche senza. Il segreto del saper disegnare è quello di pensare dove fare il prossimo tratto prima di farlo. Confrontatevi sempre con il disegno originale, rapportate ogni tipo di misura, ed andate piano, pianissimo. Non importa se i primi tratti sono sbagliati, man mano che si procede nel disegno si aggiusteranno. Perchè l'occhio se non ha i suoi riferimenti non potrà mai essere preciso. Quindi come abbiamo detto i riferimenti sono un cilindro ed una sfera. Dobbiamo disegnare prima un cilindro ed una sfera che poi diventeranno una lattina di Cocacola ed una mela. Anche se siete alle prime armi, non fatevi scoraggiare, preparate il reticolo e poi individuate il cilindro e l'ovoidedisegno - corso Questo è il mio disegno iniziale, a confronto con il reticolo e il disegno fatto al computer, vedo che vi sono alcuni errori nelle ombre della lattina. Per le altre cose vedo che più o meno coincide tutto. Confrontate anche voi se potete in analogo modo il vostro disegno e correggete gli errori. disegno - tutorial A questo punto dobbiamo applicare il chiaroscuro. In effetti noi applichiamo lo scuro (matita), anche se con le varie gomme che abbiamo a disposizione possiamo, cangellando, applicare anche i chiari. Di regola si scurisce prima il fondo ed il piano, poi gli oggetti e quindi le ombre ed i riflessi. Con la matita dobbiamo fare attenzione a questa procedura, perchè purtroppo non abbiamo il colore bianco, e quindi nelle zone bianche cercheremo di non andarci a sporcare con la matita. La procedura è sempre la stessa, prima la matita, e poi con lo sfumino si sfuma. Con la gomma e la matita a gomma, cancelliamo le zone che sono state colorate e devono restare chiare. Sembra difficile, ma in effetti non dobbiamo fare altro che leggere il tono presente in una zona e riportarlo sul foglio. disegno - tutorial Il mio lavoro, sembrava finito, ma confrontandolo con l'originale in bianco e nero, noto che devo fare diversi aggiusti. Infatti in molte zone devo ripassare con la matita calcando ancora di più per far scendere il tono. In altre parti devo cancellare per dare più luce. segno - corso A questo punto il disegno potrebbe ancora essere corretto, ma mi ritengo soddisfatto e mi fermo qui. Provate a fare lo stesso lavoro e postate i vostri disegni nel forum così potremo commentarli insieme.. Il disegno è finito, deve solo essere colorato. Disegnare la forma di un oggetto, significa identificare con una linea e quindi con un o più segni il contorno dell'oggetto. Si pone quindi un limite tra tra l'interno e l'esterno della forma. É importante conoscere la struttura delle forme. Nel nostro disegno in arancione sono rappresentate le strutture delle forme. In blù la costruzione delle strutture. corso base di disegno cerchi esagoni ottagoni ed altro corso base di disegno cerchi esagoni ottagoni ed altro Non ci impegneremo molto per la colorazione visto che non è la lezione di oggi. Non sono state disegnate le ombre. corso base di disegno cerchi esagoni ottagoni ed altro corso base di disegno cerchi esagoni ottagoni ed altro Ora iniziate a disegnare. Quindi riassumendo creamo (matita 1B) una struttura di linee che scompongono l'immagine in figure semplici: le forme. Con una matita più morbida (6B) tracciamo le figure costruite. corso base di disegno cerchi esagoni ottagoni ed altro corso base di disegno cerchi esagoni ottagoni ed altro Per la colorazione si inizia con lo sfondo ed il piano d'appoggio (matita 6B più sfumino), si passa poi ai solidi e quindi si finisce con le ombre, e con la correzione di qualche difetto. Ricordate di utilizzare dopo la matita lo sfumino. Perché tutta l'arte del disegno si riassume in questi piccoli segnetti. La visione Quando osserviamo degli oggetti, li osserviamo nella loro tridimensionalità. Infatti avendo due occhi, sistemati frontalmente e in posti diversi, riceviamo due visioni della realtà, che confrontate tra loro ci danno la visione stereoscopica e quindi la percezione della profondità e del volume. Infatti ogni occhio vede un'immagine e manda dei messaggi al cervello, il quale li elabora e percepisce la forma della realtà che ci circonda. Infatti l'atto della visione appartiene all'occhio, mentre l'atto della percezione è del cervello. Se chiudiamo un occhio possiamo avere la visione dell'ambiente in bidimensione. Questo però non avviene se abbiamo già visto a due occhi o se spostiamo in continuazione il punto di visione del occhio vedente. La semplificazione della realtà corso base di disegno - l'occhio Quando disegnamo dobbiamo effettuare una riduzione delle dimensioni. Mentre la realtà è in tridimensione il nostro foglio è in bidimensione. Questo passaggio, se copiamo una foto o un disegno, ovviamente è gia stato eseguito, ma se disegnamo dal vero ne dobbiamo tener conto. Altro limite è che il nostro disegno, a differenza della realtà, è una delle infinite rappresentazione dell'oggetto da ritrarre, cioè quella che in quel momento vede il nostro occhio: dal nostro punto di vista. Infatti se ci spostiamo osserveremo un'altra immagine con una rappresentezione della realtà diversa dalla precedente. Questi è altre semplificazione devono essere tenute in considerazione nella scelta e nella rappresentazione del soggetto da ritrarre. Comprendere la forma bidimensionale corso base di disegno - solidi geometrici Abbiamo disegnato in precedenza le figure geometriche piane. Questo perché la maggior parte delle forme degli oggetti possono essere riassunte in loro. Infatti è possibile paragonare gli oggetti ai solidi geometrici e questi alle figure piane. In questa lezione impareremo a disegnare i solidi geometrici vedendoli come figure piane. Infatti un cubo può essere rappresentato attraverso un quadrato ed un trapezio, una sfera attraverso un cerchio, e così via. È sempre possibile rappresentare una figura solida attraverso figure piane. I solidi geometrici Provate a disegnare queste quattro figure, il cubo, la sfera, la piramide ed il cilindro. Iniziate dal cubo, comprendete la sua forma bidimensionale, non quella tridimensionale, e disegnatelo. In parole povere dobbiamo disegnare un quadrato con un trapezio sul capo. Quindi si passa alla sfera disegnandola come un cerchio. La piramide si rappresenterà con due triangoli, ed il cilindro attaverso due ovali ed un rettangolo. corso base di disegno cerchi esagoni ottagoni ed altro Infine provate a fare la prima composizione, se volete, potete aggiungere il chiaroscuro, ma non è oggetto della lezione. L'importante è capire la forma degli oggetti e disegnarla. Questa seconda lezione finisce qui. Spero di non avervi annoiato, memorizzate questi piccoli passi, credo che al principiante, l'esercizio di questa lezione sarà determinante per il suo futuro da disegnatore. Inserite i vostri disegni nel forum così potremo commentarli insieme. Quindi vi invito a disegnare tantissimi triangoli e trapezi, fino a quando non sarete pratici nel farlo e contenti nel vederli. Non vi chiedo di far colare il sudore dalla vostra fronte al foglio, ma che le vostre mani siano sporche di grafite è necessario. Ogni volta che disegnamo una figura, osserviamolo e cerchiamo di capire quanto siamo stati precisi. Con l'uso di una riga misuriamo la figura e notiamo i nostri errori. Per ogni figura disegnamo diversi segni cancelliamoli e ridisegnamoli, fino a quando non riconosciamo quelli giusti. Non dimenticate che con queste semplici figure, illustri artisti hanno coniato il loro stile. Disegnamo figure un pò più complesse corso base di disegno cerchi esagoni ottagoni ed altro Con l'esercizio e la dedizione è possibile, pian piano, disegnare sempre figure un pò più complesse. Imparate a disegnare anche un cerchio, non è difficile, è solo questione di pratica. Con le figure geometriche piane c'è chi ci ha giocato davvero. Escher, (Leeuwarden 17 giugno – Laren 27 marzo 1972) uno dei più grandi disegnatori di ogni tempo, si divertiva a creare una sorte di matrice che ripetuta regolarmente dava origine al disegno. Ad esempio, i volatili disegnati sullo sfondo sono ottenuti dal disegno effettuato in un triangolo equilatero, il quale si ripete componendo un esagono e a ripetizione copre qualsiasi superfice. Questa prima lezione finisce qui. Spero di non avervi annoiato con queste piccole figurine, credo che al principiante, l'esercizio di questa lezione sarà determinante per il suo futuro da disegnatore. Inserite i vostri disegni nel forum così potremo commentarli insieme. Si consiglia vivamente di partecipare al forum del sito, in tal modo si può, almeno in parte, supplire il rapporto mancante. I materiali da disegno sono tanti e in continua evoluzione. La matita è lo strumento principale. Possiamo disporre sia di una classica matita, sia di un portamina, con le diverse mine estraibili di varia morbidezza. Ma oggi è considerato materiale da disegno qualsiasi oggetto che ci permette di disegnare: penna a sfera, pennerelli indelebili ad inchiostro solubile in acqua, carboncini, gessetti, sanguigna, e tante altre cose. Vediamo in dettaglio cosa ci occorre per iniziare le lezioni di questo corso. Qui mi limito ad indicarvi gli attrezzi che utilizzeremo subito. La matita La matita è lo strumento protagonista del corso, consiste in un bastoncino di legno contenente una mina di grafite e terracotta. Tale composizione in percentuale variabile a secondo della morbidezza, fu brevettato da Nicholas-Jacques Contè (1790), che rese la matita, fino allora costituira da grafite pura o in polvere mista a gomme o altre sostanze adesive, più resistente adoperando polvere di grafite mista a polvere di creta. Si ottenne in questo modo, dopo ovviamente la cottura in forno, dei bastoncini di varie gradazioni facilmente temperabili, che determino il successo della matita come attrezzo da disegno.Il tratto Le diverse matite, e quindi le diverse gradazioni, permettono di poter ottenere diverse soluzioni di esecuzione. Infatti matite diverse in gradazione presentano anche tratti diversi. Una matita dura presenterà la punta più resistente meno tendente a lasciarsi consumare, presenterà un tratto più delicato, più sottile e più preciso. Al contrario una matita morbida presenterà maggiore attitudine al consumarsi, presenterà un tratto più deciso, più largo e meno preciso.Tratteggi sei matite Le matite che ci occorrono sono quelle del tipo "B". La 1B è utile per iniziare il disegno, la 4B e la 6B per dare le diverse gradazioni del chiaroscuro. Le matite del tipo "H" non vendono usate, ma c'è chi preferisce usarle per i piani di costruzione (reticolo, linee fondamentali, ed altro). Non è necessario comprarle tutte, basta la 1B, la 3B e la 6B o superiore. Lo sfumino per matita Ho notato che alcuni utenti hanno difficoltà a trovara negozi che vendono lo sfumino. In effetti è vero, questo strumentino difficilmente si trova nelle cartolerie, ma solo nei negozi specializzati di articoli per belle arti. Ho pensato così che vi potrebbe essere d'aiuto una guida per come costruirne uno. In realtà, e non per vantarmi, questo sfumino da me creato è imbattibile! Infatti supera tutti gli sfumini che fino ad ora ho trovato in commercio. Quindi consiglio a tutti di farne almeno uno. Come costruire uno sfumino fare uno sfumino Occorrente - Per costruire il nostro sfumino occorre: un foglio A4, uno strappo di foglio di carta igienica, un pò di colla da carta (tipo colla stick), nastro adesivo, forbici.Iniziamo a disegnare un rettangolo sul foglio A4 di dimensioni 18 x 14. Se volete il disegno è già bello e pronto in questo file, dovete solo stamparlo (FILE) e tagliarlo.Come procedere sfumino Tagliate i bordi del quadrato e arrotolate il foglio come se fosse una matita. Bisogna arrotolarlo sul lato corto iniziando dalla parte dove non c'è la scritta. Fatelo più volte fino ad ottenere un tubo molto stretto. mina dello sfumino Prendete anche uno strappo di carta igienica ed arrotolate anche questa (lato lungo). La carta igienica deve formare un tubetto che andrà a costituire la mina dello sfumino, mentre il foglio A4 diventerà il portamina.colla sulla mina dello sfumino come costruire uno sfumino Mettete un po' di colla su di una solo lato del tubetto ottenuto con la carta igienica (il lato opposto alla punta).avvolgimento dello sfumino chiusura dello sfumino Ed avvolgete la mina nel portamina. Cioè il foglio A4 deve avvolgere il tubetto di carta igienica. Infine mettete un po' di colla stick sul bordo estremo della carta, in modo da poterla chiudere, per facilitare l'operazione potete anche inserire un po' di nastro adesivo da mettere in corrispondenza dell'estremità superiore. punta dello sfumino vari sfumini Una volta finito, con un paio di forbici fate la punta allo sfumino. Il nostro sfumino è così pronto da poter essere usato. Possiamo farne altri di diverse dimensioni, in modo d'avere la possibilità di fare grosse e piccole sfumature. Alcuni esempi di tratteggio Il tratteggio Di fianco viene rappresentato, il tratto disegnato dalle varie matite dalla 1B alla 6B. I quadrati più in alto rappresentano dei toni omogenei, seguono quadrati con unico tratto obliquo, con due tratti obliqui, e con unico tratto orizontale. Infine nei quadrati più in basso vi sono alcuni modi di tratteggio. Osservando la figura, bisogna innanzitutto dire che con la matita 1B è possibile avere le stesse tonalità della matita 6b. Infatti i piccoli quadratini scuri disegnati in alto lo dimostrano (max scuro). Però con la 1B per ottenere la massima tonalità di scuro dobbiamo calcare molto e ripassare più volte rispetto alla 6B. La vera differenza tra le matite consiste nella precisione del tratto. Infatti con la 1B si possono disegnare cose con massima precisione, mentre con la 6B la precisione è difficile ottenerla. Quindi in linea generale e riassumendo un po' le cose, conviene disegnare con la 1B e man mano che si procede al chiaro scuro passare alle gradazioni superiori.Le matite si distinguono nelle loro gradazioni. Una matita durissima è la 7H poi segue la 6h e così via fino alla 1H poi ancora la HB che è la matita media e la B1 , B2 fino alla B7 la morbidissima. A noi, per disegnare, occorrrono le B. La gomma Ci sono molte gomme da cancellare, quelle dure cancellano asportando anche particelle di carta e non vanno bene per il disegno. Bisogna comprare una gomma morbidissima, in modo da evitare che il cartoncino da disegno si rompa. Ottima è la gomma pane, usata appogiandola alla superfice senza sfregare. Di tanto in tanto è bene impastarle di nuovo per evitare che sporchino il disegno. In alternativa alla gomma pane esistono altre gomme da cancellare molto morbide che possono essere usate con ottimi risultati. Bisogna acquistarle e provarle. Da poco tempo è in giro la matita a gomma, cioè una matita che al posto della grafite ha la gomma. È un ottimo strumento perchè permette di cancellare dei piccoli tratti con molta precisione. Nelle lezioni di questo corso vi inviterò ad usarla. Il temperamatita Attrezzo conosciutissimo, da preferire i temperamatita rotativi, che permettono di avere delle punte più lunghe. Lo sfumino È un piccolo attrezzo molto utile per sfumare la matita già applicata. Esistono diversi tipi di sfumini: di carta a forma di matita, di gomma a forma di pennello, ed altri. Come tenere la matita Sembra qualcosa di superfluo, ma è bene soffermarci su questo aspetto. La matita può essere tenuta in due modi. Di punta e di lato.Di punta matita tenuta di puntamatita tenuta di punta La matita viene impugnata come se si dovesse mantenere una freccetta, questa posizione offre la possibilità di controllarla e guidarla con massima precisione. E' bene imparare a mantenere la matita in questo modo e non in altri, se avete abitudini diverse, iniziate a mantenere il nostro attrezzo primario nel giusto modo. Vedrete che in tale modo è più facile dosare la pressione e controllare i movimenti. Di lato matita tenuta di latomatita tenuta di lato La presa laterale serve a schizzare, perché in tal modo è possibile effettuare tratti leggerissimi, ed ancora serve per applicare i toni è le ombre in genere. Anche la distanza delle dita dalla punta assumono la loro importanza. In linea generale è meglio mantenere una distanza media o lunga che meglio permette la visione del disegno, e rende il tratto più veloce e libero. Ma il principiante trova più comoda l'impugnatura con dita vicino alla punta (come nella prima figura) che ne permette un migliore controllo. Con il tempo, man mano che acquisite sicurezza, allontanate le vostre dita dalla punta.È ovvio che se un artista esperto ha ormai acquisito un altro modo di mantenere la matita, può continuare a disegnare nel suo modo, ma se non siete esperti è meglio iniziare così come ecritto.Cartoncini da disegnoÉ molto importante disporre di buoni cartoncini da disegno da subito. In genere si disegna su cartoncinoi ruvidi e senza squadratura. Ma comunque è possibile disegnare anche su cartoncini lisci, o su fogli lisci. In questo corso, ho spesso utilizzato il foglio A3 da fotocopia. V'invito sin da adesso a non scoraggiarvi per i vostri brutti disegni; osservate i bambini, che pur non sapendo scrivere, con quanta naturalezza riescono a disegnare, dipingono e sono contenti dei propri lavori. Disegnare e dipingere è un fatto naturale, un istinto primordiale. Prospettiva dal latino perspicere (vedere con chiarezza), indica un modo per rappresentare la realtà che vuol ricostruire la percezione spaziale tridimensionale, come è colta nell'interazione tra occhio e cervello. -ottica -scaenographia (Vitruvio) -scienza della rappresentazione visiva Cosa devo conoscere? Il meccanismo della visione Il concetto di spazio Lo scopo della comunicazione . Il Colore: Tonalita', Luminosita', Saturazione Ogni "colore" e' costituito da tre componenti: Tonalita', Luminosita', Saturazione. Tonalita' (Hue) e' un colore "puro", cioe' con una sola lunghezza d'onda all'interno dello spettro ottico della luce. In pittura il colore "puro" e' senza aggiunta di pigmenti bianchi o neri. Tonalità differenti La Luminosita' (Brightness) (o Valore) specifica la quantita' di bianco o di nero presente nel colore percepito. Differenze di luminosita' (con tonalita' e saturazione costanti) La Saturazione (Saturation) e' la misura della purezza, dell'intensita' di un colore. Differenze di saturazione (con tonalita' e luminosita' costanti)Il valore si riferisce alla luminosita' e oscurita' di un colore. Ad esempio, se la luce cade su una palla verde la parte della sfera piu' vicina la luce sara' piu' luminosa in termini di valore perche' riflette maggiormente la luce. La parte della palla opposta alla luce avra' ombre piu' profonde e quindi sara' piu' scura di valore. E' possibile ottenere diversi valori di un colore miscelando le sue sfumature e tinte. La ruota dei colori o cerchio di colore è uno strumento fondamentale per la combinazione dei colori. Il primo schema di colore circolare è stato progettato da Sir Isaac Newton nel 1666. Lo schema e' concepito in maniera tale che tutti i colori presenti stiano bene se abbinati tra loro. Nel corso degli anni sono state fatte numerose varianti, ma la versione piu' comune e' una ruota di 12 colori. Tradizionalmente, ci sono una serie di combinazioni di colori che sono considerati particolarmente gradevoli. Queste sono chiamati armonie di colori o accordi di colore e sono composte da due o più colori, con un rapporto fisso nella ruota dei colori. La ruota dei colori e' semplicemente una guida su come i colori si relazionano tra loro, non una formula scientifica per creare opere d'arte di successo. Bisogna anche tenere presente che la miscelazione dei colori richiede uno sforzo maggiore rispetto la semplice aggiunta di blu al rosso per ottenere viola. Un artista puo' trascorrere tutta la sua carriera nello sviluppare una propria gamma di colori personalizzata Colori complementari Sono due colori uno di fronte all'altro sulla ruota dei colori, ad esempio, blu e arancio, giallo e viola, rosso e verde. Quando una coppia di complementari ad alta intensita' sono collocati fianco a fianco, sembrano vibrare e richiamare l'attenzione. Non tutte le combinazioni di colori, basato su colori complementari sono forti e impegnativi, se i colori sono di bassa intensita' il contrasto non e' troppo duro. L'intensita' puo' essere modificata solo mescolando un colore con il suo complemento, che ha l'effetto di neutralizzare visivamente il colore. Cambiando i valori dei colori, con l'aggiunta di bianco o nero, si otterrà un effetto di ammorbidimento. Schema di colori complementari: i colori che sono uno di
fronte all'altro sulla ruota dei colori sono considerati colori complementari (ad esempio: rosso e verde). L'elevato contrasto di colori complementari, crea un look vivace soprattutto quando usato a piena saturazione. Questa combinazione di colori deve essere gestita con attenzione per non risultare stridente. Schemi di colori complementari sono difficili da usare in dosi massicce, ma funzionano bene quando si desidera qualcosa di risaltante. I Colori complementari non vanno bene per i testi.